Mostra L’altro, lo stesso - Palermo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 05/01/2022 Aggiornato il 05/01/2022
Dal al
Palermo (PA)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Sicilia
Luogo: ZAC - Zisa Arti Contemporanee, via Paolo Gili 4
Telefono: 091/8431605
Orari di apertura: 18-20 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.facebook.com/Zac.Zisa
Organizzatore: Fondazione Merz
Note:
Gli spazi dello ZAC - Zisa Arti Contemporanee il progetto ZACentrale, ospitano la mostra con il quale la Fondazione Merz, inaugura a Palermo un presidio permanente dedicato alle arti del nostro tempo.

Il titolo della mostra riprende quello di una raccolta di poesie di Jorge Luis Borges, dedicata al processo di ricreazione con cui la natura alimenta continuamente la nascita di nuova vita.

Il progetto espositivo si concentra non tanto sulle singole opere d'arte intese come oggetti statici, quanto sulla proposta al pubblico di un’esperienza dinamica in cui i lavori selezionati, in quanto forme viventi in continua evoluzione, si prestano a essere nutrimento l’uno dell’altro in un processo di cura reciproca che germina reazioni continue.

Il percorso espositivo include opere degli artisti internazionali:
Lida Abdul, Rosa Barba, Alfredo Jaar, Emily Jacir, Joan Jonas, Mario Merz, Marisa Merz, Lawrence Weiner e un’opera sonora del duo di artisti internazionali ma palermitani d’adozione Silvia Maglioni e Graeme Thomson.
L’opera, commissionata appositamente per questa occasione e allestita nello spazio esterno dell’edificio, accoglie i visitatori accompagnandoli verso l’ingresso.

Pur presentate come parti di un autentico ecosistema, le opere mantengono ciascuna piena autonomia di linguaggio: il dialogo tra diverse generazioni di artisti, distanti nel tempo e nelle intenzioni culturali, diventa una rete collettiva in cui ogni intervento contribuisce al concetto e alla funzione dell'insieme.

La mostra collettiva è a cura di Beatrice Merz e Agata Polizzi.
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