Mostra La Voce delle Ombre. Presenze africane nell’arte dell’Italia settentrionale - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 20/05/2022 Aggiornato il 20/05/2022
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: MUDEC Museo delle Culture, via Tortona 56
Telefono: 02/54917
Orari di apertura: 14,30-19,30 lunedì; 9,30-19,30 da martedì a domenica; 9,30-22,30 giovedì e sabato
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: https://www.mudec.it/ita/
Organizzatore: Mudec
Note:
Il Museo delle Culture di Milano ospita la mostra antropologica, una delle prime esposizioni in Italia sull'argomento, che intende approfondire i modi della rappresentazione artistica di uomini e donne originari del continente africano nel nord Italia fra XVI e XIX secolo, e si inserisce nel progetto di ricerca più ampio iniziato con il riallestimento della collezione permanente del museo.

L’esposizione si configura come un primo tentativo di individuare modalità differenti di raffigurazione dell’altro, svelando canoni e cliché di questa tipologia di immagini e cercando di restituire a queste figure un’identità attraverso il recupero delle loro vicende umane e del ruolo che ricoprivano nella società dell’epoca.

Attraverso l’esposizione di opere di diverso genere, provenienti da importanti istituzioni pubbliche e private, sarà possibile riflettere sulla percezione e rappresentazione dell’alterità, distinguendo i personaggi storici da quelli mitici, gli stereotipi dalle persone reali.

Accostando le testimonianze documentarie, costituite anche dalle opere stesse presenti in mostra, agli studi del comitato scientifico (ampiamente documentati nel catalogo edito da Silvana Editoriale) è stato possibile comprendere la variabilità delle occasioni in cui le persone di origine africana giungevano nel nord Italia – in prevalenza attraverso la tratta del Mediterraneo – e con finalità – per lo più di servitù domestica – legate anche a ragioni extra economiche e di prestigio sociale.

Apre la mostra un documento proveniente dall’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo, che attesta l’acquisto di uno schiavo nero di quattro anni, Dionisio, da parte del nobile Gaspare Ambrogio Visconti, nel 1486. È il testo stesso, con i suoi elementi intrinseci, a far comprendere al pubblico come la schiavitù, pur presente nel territorio milanese, non fosse a quel tempo così diffusa.

Il percorso si chiude con la sezione a cura di Theophilus Imani, ricercatore visivo italiano di origine ghanese, con la serie di dittici fotografici “Echi e Accordi”. Accostando, attraverso una sorta di sinestesia visiva, dettagli di dipinti antichi europei ad opere fotografiche contemporanee di autori neri, Imani ridona significato a immagini classiche del passato, problematizza lo stereotipo e rimette al centro le persone.

La mostra è curata dal personale scientifico del Mudec.
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