Mostra La vita materiale, otto stanze, otto storie - Reggio Emilia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 05/11/2018 Aggiornato il 05/12/2018

L'esposizione presenta la ricerca di otto artiste italiane Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Ludovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui, accomunate dall'impiego e rigenerazione di materiali spesso simili e tradizionalmente associati all'artigianato che trovano uno spazio originale nel loro lavoro artistico.

Dal al
Reggio Emilia (RE)
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Palazzo da Mosto, via Mari 7
Telefono: 0522/444446
Orari di apertura: 10-19 venerdì, sabato e domenica. Sono possibili visite extra, infrasettimanali, su richiesta per scuole e gruppi prenotando al 0522/444446
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Note:
Obiettivo del progetto, di Marina Dacci, è il desiderio di valorizzare una pratica artistica femminile che connette sapientemente il percorso artistico all’esperienza personale e il legame arte/vita in tutta la sua complessità e fertilità. 

Lo spettatore è invitato a scoprire otto habitat, otto ambienti a cui ogni artista ha dato un titolo; stanze come bozzoli, in cui ognuna di loro ha proposto il proprio mondo, il lavoro nello studio e in cui appare chiaramente come la materia, nei suoi processi di trasformazione, sia qualcosa di “organico” e vitale.  Si presentano in modo confidente, che non allontana e intimorisce il visitatore, ma che favorisce la sua possibilità di avventurarsi nel gioco della scoperta. 

L’esposizione si propone come percorso giocoso, intrigante, interrogante che cattura lo spettatore come una tessitura di ragno, emotiva e mentale; al termine del viaggio forse si schiuderanno nuove finestre sul modo di percepire e leggere la nostra comune “vita materiale”. 

Il progetto si accompagna a un volume, l’ultima opera collettiva della mostra, edito da Gli Ori, in cui trovano spazio diari di lavoro, appunti e disegni che gettano luce sui percorsi creativi delle artiste invitate, oltre a presentare le opere esposte a Palazzo da Mosto nell’allestimento site-specific.
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