Mostra La rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto. 1940-1970: da Music a Deluigi e Tancredi - Nogarè - Crocetta del Montello

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 14/10/2021 Aggiornato il 14/10/2021
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Nogarè - Crocetta del Montello (TV)
ATTENZIONE
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Regione: Veneto
Luogo: Villa Ancilotto, via Erizzo, 133
Telefono: 329/0706878; 0423/666620
Orari di apertura: 14,30-19 giovedì e venerdì; 9-12; 14,30-19 sabato, domenica e festivi
Costo: 8 euro; ridotto 6 euro
Dove acquistare: https://artdolomites.it
Sito web: https://artdolomites.it/events/
Organizzatore: ArtDolomites
Note:
L’esposizione è la seconda tappa dell’ampio percorso espositivo promosso dal Comune di Crocetta del Montello che, nel corso del triennio 2020-2022, vuole raccontare l’importanza della pittura veneta nell’evoluzione dell’arte italiana, partendo dagli albori del secolo scorso fino al Duemila.

Un contributo determinante, perché sviluppato dal continuo confronto fra una roccaforte della tradizione artistica e pittorica quale era l’Accademia di Venezia, una delle più importanti del mondo, e la Biennale - palcoscenico di tutte le nuove avventure dell’arte - che, dopo l’edizione del 1942 svoltasi in tono minore con solo dieci partecipazioni nazionali, si interruppe nel ’44 e nel ’46, per riprendere con decisione nel 1948, quello che possiamo considerare l’anno del rinnovamento della grande arte mondiale.

Ecco che all’interno degli anni 40, punto di partenza della seconda mostra di Crocetta del Montello, vanno considerati fondamentali gli ultimi, quelli del Dopoguerra, che vedono un’autentica rinascita dell’arte in Italia e, nello specifico, nelle Venezie. Non è un caso se alcuni dei movimenti più importanti dell’epoca, primo fra tutti il Fronte Nuovo delle Arti, già Nuova Secessione, hanno un prevalente radicamento geografico in laguna, con artisti anche veneti come Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Alberto Viani, il grande sculture.

Oltre agli attori di questi movimenti, su Venezia, proprio con la ripartenza della Biennale, gravitano anche grandi Maestri isolati, come l’istriano Zoran Music, il friulano Armando Pizzinato e l’emiliano Bruno Saetti, tutti poi naturalizzati veneziani, e naturalmente gli interpreti dello Spazialismo, che segna uno dei momenti più alti della pittura italiana del secondo Novecento: Edmondo Bacci, Mario Deluigi, Ennio Finzi, Luciano Gaspari, Bruna Gasparini, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Gino Morandis, Saverio Rampin, Tancredi, Vinicio Vianello.
Ancora il Veneto è il luogo fondamentale per la nascita di un’altra avanguardia, quella dell’Arte Cinetica e Programmata, con il padovano gruppo N (Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi) che ne è uno dei centri propulsori.

La mostra è a cura di Antonella Alban e Giovanni Granzotto, con la collaborazione di Stefano Cecchetto e con il contributo di Cesare Orler.
La rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto. 1940-1970: da Music a Deluigi e Tancredi
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