Mostra La Magna Charta. Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento - Vercelli

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 22/03/2019 Aggiornato il 22/03/2019
Dal al
Vercelli (VC)
Regione: Piemonte
Luogo: Arca, ex chiesa di San Marco, piazza San Marco 1
Telefono: 335/7096337
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro
Note:
A 800 anni dalla fondazione dell’Abbazia di Sant’Andrea, la città di Vercelli espone per la prima volta in Italia il manoscritto della Magna Charta Libertatum, nella sua redazione del 1217, che proviene dal Capitolo della Cattedrale di Hereford nel Regno Unito.
La mostra è un omaggio al Cardinale Guala Bicchieri che, con la posa della prima pietra alla data convenzionale del 19 febbraio 1219, diede avvio alla costruzione dell’abbazia, dando vita nel corso dei sette anni successivi a uno dei primi esempi di costruzione gotica in Italia.

La figura del Cardinale è legata alla vicenda della Magna Charta Libertatum, documento scritto in latino che il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, suoi diretti feudatari, presso Runnymede, il 15 giugno 1215. Per la prima volta nella storia un documento di natura giuridica elenca i diritti fondamentali del popolo (o di una parte del popolo) e riconosce che nessuno, sovrano compreso, è al di sopra della legge e che chiunque ha diritto ad un processo equo. Per queste ragioni la Magna Charta viene ancora oggi ritenuta da molti studiosi il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti del popolo. Guala Bicchieri, legato pontificio presso la corte inglese e tutore del giovane re inglese Enrico III fece da “supervisore” al documento ponendo il proprio sigillo sia nella versione revisionata del 1216, sia nella riconferma della carta qui esposta, redatta nel 1217.

Le doti diplomatiche del Cardinale fecero sì che questa seconda versione della Carta avesse miglior sorte della precedente. Ma l’importanza delle missioni affidategli dal Pontefice e il ruolo che giocò sullo scacchiere internazionale, non fecero dimenticare al prelato l’amore per la sua città e due anni dopo finanziò con le sue rendite la realizzazione dell’Abbazia di Sant’Andrea di Vercelli.

L’allestimento scenografico nello spazio dell’Arca permette di far conoscere la sua storia e il legame con la città di Vercelli, in un viaggio temporale attraverso il medioevo e i secoli successivi per scoprire non solo la storia del documento e dei personaggi ad esso collegati, ma soprattutto focalizzare l’attenzione sulla figura di Guala. Accanto a questo straordinario documento la mostra accoglie opere di eccezionale valore storico-artistico, il prezioso cofano e gli smalti di Limoges da Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino, insieme al raffinato coltello eucaristico proveniente dalle Civiche Raccolte di Arte Applicata – Castello Sforzesco di Milano.

Completano il percorso espositivo, ideato da Daniele De Luca, due ritratti del XVII e del XIX secolo, del Cardinale Guala Bicchieri, concessi in prestito dall’ASL-Ospedale di Sant’Andrea di Vercelli e un nucleo di documenti inediti: codici, carte e pergamene della Biblioteca diocesana Agnesiana di Vercelli, oltre a una pergamena e a uno dei due codici detti “dei Biscioni” della Biblioteca Civica di Vercelli.

L’esposizione all’Arca, sostenuta dal Comitato promotore dell’VIII Centenario della Fondazione di Sant’Andrea, rappresenta la prima tappa di una mostra corale e diffusa che coinvolge i musei cittadini in percorsi tematici ed eventi collaterali dedicati al cardinal Guala Bicchieri e alla storia dell’Abbazia di Sant’Andrea. L'occasione per riscoprire il patrimonio cittadino, dall’archivio fotografico del Museo Borgogna, all’esposizione delle opere del Museo Francesco Leone e del Museo del Tesoro del Duomo per arrivare ai documenti dell’Archivio di Stato.

La Magna Charta. Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento
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