Mostra La Madonna Sistina di Raffaello rivive a Piacenza. Storia dell’opera e del monastero di San Sisto - Piacenza

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/02/2021 Aggiornato il 26/04/2021
Dal al
Piacenza (PC)
ATTENZIONE
Le mostre possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è preferibile verificare direttamente con gli organizzatori o sul sito, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Chiesa di San Sisto, via San Sisto 9
Telefono: 349/8078276; 349/5169093
Orari di apertura: 15-20 venerdì; 10-20 sabato; 12-20 domenica. Da lunedì a venerdì, apertura su prenotazione per gruppi di minimo 10 persone
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.piacenzapace.it; prenotazioni: sistinapiacenza2020@gmail.com
Sito web: www.piacenzapace.it
Organizzatore: Diocesi di Piacenza e Bobbio, in collaborazione con il Comune di Piacenza, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, il 2° Reggimento Pontieri dell’Esercito italiano
Note:
La Madonna Sistina di Raffaello ritorna nella chiesa del monastero benedettino di San Sisto a Piacenza, il luogo per il quale fu commissionata.
Raffaello, infatti, ricevette l’incarico da papa Giulio II nel 1512; il capolavoro rimase a Piacenza fino al 1754, quando fu ceduta dai monaci piacentini al Grande Elettore Augusto III di Sassonia per 25.000 scudi romani. Da allora si trova nella galleria reale dei dipinti di Dresda.

L’esposizione propone un’esperienza dinamica ed esperienziale che permette al visitatore d’immedesimarsi, condividere e vivere la storia del luogo e dei capolavori pensati per questo spazio.

Il percorso introduce alla scoperta del complesso religioso a partire dal cosiddetto “appartamento dell’abate”, per la prima volta aperto al pubblico; qui inizia un allestimento museale che descrive le vicende del monastero, dalla sua fondazione imperiale (nel secolo IX) ai cambiamenti intervenuti in epoca moderna.
La narrazione evidenzia i complessi rapporti che contrapposero, per tutto il medioevo, il potere religioso (incarnato dal vescovato piacentino) e il potere politico rappresentato dal monastero.

Dall’appartamento dell’abate alla preziosa biblioteca monastica. In un secondo ambiente è illustrata la Regola monastica attraverso la sua organizzazione interna, i compiti dei monaci, la vita liturgica e, all’interno della cappella per la preghiera, si possono ammirare i preziosi elementi liturgici di proprietà della chiesa fin dalla sua edificazione.

Il percorso prosegue nella chiesa, con la descrizione del suo patrimonio artistico e con una sosta nel trionfale coro ligneo realizzato a partire dal 1514 dagli intagliatori parmensi Giovan Pietro Pambianchi e Bartolomeo Spinelli, che presenta una successione di meravigliose tarsie riproducenti l’“armonia delle arti”. I visitatori possono accomodarsi negli stalli del coro per essere virtualmente calati in un momento della vita religiosa, ovvero la recita serale dei vespri che avveniva al cospetto del capolavoro di Raffaello.

Nella cripta si ripercorre la vita avventurosa della Madonna Sistina e la formazione di una fama mondiale, attraverso una ricostruzione cronologica che muove dal contesto storico-socio-politico romano e piacentino, entro il quale l'opera fu commissionata e realizzata.

La storia piacentina iniziata nel 1512 con la committenza di papa Giulio II per onorare la memoria dello zio, papa Sisto IV della Rovere, durò 240 anni, fino al 1754, quando, per ripianare gli ingenti debiti che il monastero aveva contratto, fu ceduta ad Augusto III di Sassonia grande collezionista di capolavori.
Nel transetto sinistro della cripta si ricostruisce la trattativa e la vendita dell’opera, con i protagonisti della vicenda.

L’esposizione prosegue documentando attraverso copie di opere e volumi sfogliabili dal pubblico come, dopo l’arrivo a Dresda, il quadro sia divenuto meta di pellegrinaggi laici in nome di un ideale di grazia e di bellezza che attraversa, acquisendo sempre più importanza, le epoche del neoclassicismo, del romanticismo e persino del positivismo ottocentesco, fino alla filosofia e alla letteratura novecentesche.

La Madonna Sistina diventa immagine di riflessione per cristiani e di venerazione per cattolici ortodossi; immagine di studio per filosofi, poeti e letterati.

L’iniziativa, inserita tra gli eventi ufficiali per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, è curata da Manuel Ferrari, Eugenio Gazzola e Antonella Gigli, con contenuti multimediali di Twin Studio.

La Madonna Sistina di Raffaello rivive a Piacenza. Storia dell’opera e del monastero di San Sisto
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