Mostra La ferita della bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/03/2019 Aggiornato il 12/03/2019
Dal al
Roma (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia 6
Telefono: 06/0608
Orari di apertura: 10-16; sabato e domenica 10-19 da Ottobre a Maggio. Da Giugno a Settembre 13-19; sabato e domenica 10-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Note:
Il progetto espositivo parte dal grande intervento di Alberto Burri che, chiamato a realizzare un'opera per la ricostruzione del paese distrutto dal terremoto nella Valle del Belice del 1968, decide di intervenire sulle macerie della città di Gibellina, realizzando l’opera di Land Art più grande al mondo. Le ricopre di un sudario bianco, di un’enorme gettata di cemento che ingloba i resti e riveste, in parte ricalcandola, la planimetria della vecchia Gibellina.

Curato da Massimo Recalcati con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, il progetto espositivo itinerante, prodotto e realizzato da Magonza editore, risale il percorso dell'artista con una selezione di lavori esemplari, letti in relazione alla poetica della ferita, tema che nell’interpretazione psicanalitica di Recalcati attraversa la sua intera opera, incidendo la materia, disegnando strappi, lacerazioni, crettature, bruciature, giungendo sino a declinazioni inedite che pensano ad una genesi e a un processo di carattere spirituale.

Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto. Fotografo che per eccellenza ha raccolto le immagini di Burri, dei suoi lavori e dei processi creativi, Amendola ha realizzato gli scatti in due riprese, nel 2011 e nel 2018, a completamento avvenuto dell’opera (2015).
Nel percorso inoltre, il video di Petra Noordkamp, prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The Trauma of Painting, filma in un racconto poetico e di grande sapienza tecnica l’opera di Burri e il paesaggio circostante.
Alcune opere uniche dell’artista, veri e propri capolavori, estendono non solo ai Cretti ma anche ai Sacchi, ai Legni, ai Catrami, alle Plastiche e a una selezione di opere grafiche la lettura proposta dal noto psicanalista. È una ferita che è dappertutto, che trema ovunque.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è patrocinata dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, dalla Regione Lazio e dalla Regione Sicilia, dal Comune di Gibellina e dalla Fondazione Orestiadi con un prestito della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
La ferita della bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina
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