Mostra La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico - Firenze

A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il
Aggiornato il
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Firenze
Il Museo di San Marco inaugura e apre al pubblico la prima mostra-dossier dedicata ai codici miniati conservati nella storica biblioteca del complesso, progettata nel Quattrocento da Michelozzo e considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa.
La Biblioteca di Michelozzo, edificata intorno al 1440 per volontà di Cosimo de' Medici, più che un semplice ambiente destinato alla conservazione dei libri, rappresenta uno dei primi manifesti architettonici del Rinascimento applicato allo spazio del sapere.
La mostra, attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo, esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie, messaggere di complessi significati simbolici, restituendo al visitatore non solo la visione ravvicinata dei manoscritti, ma anche la percezione dell’ambiente per cui furono concepiti.
Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme.
Creatura ibrida e ancestrale, il drago incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione: lo ritroviamo in Mesopotamia nelle sembianze della dea Tiamat, regina del Caos, sconfitta dall'eroe Marduk.
Nell’antico Egitto, ogni mattina il dio del Sole Ra deve sconfiggere Apophis, il drago delle tenebre, affinché la luce possa trionfare.
Il percorso spirituale si eleva attraverso le figure dell’araba fenice, della farfalla e del cervo, simboli di resurrezione e della perenne rinascita dello spirito contro le forze del male.
Nel percorso cronologico dei codici esposti, i più antichi sono tre manoscritti le cui miniature sono espressione di una cultura ancora legata all’arte bizantina che si fonde con l’eleganza gotica.
Il culmine del percorso è rappresentato dai codici quattrocenteschi Ms 515 e 516, commissionati da Cosimo de’ Medici e miniati da Zanobi Strozzi con fregi di Filippo di Matteo Torelli.
Nell’iniziale della Missione di San Domenico (Ms 516), la scena si espande oltre la lettera: il santo riceve la Bibbia da Pietro e Paolo, mentre il cane domenicano — elemento iconografico fondamentale — compare accanto alla scena, rafforzando il sistema simbolico.
Per questa miniatura è stata ipotizzata la partecipazione diretta del Beato Angelico, verosimilmente attraverso un disegno preparatorio. Tale ipotesi trova riscontro nei rapporti documentati tra Angelico e Strozzi e nel ruolo di supervisione esercitato dal pittore, attestato nelle fonti conventuali.
La mostra, realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco, è curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici.
La Biblioteca di Michelozzo, edificata intorno al 1440 per volontà di Cosimo de' Medici, più che un semplice ambiente destinato alla conservazione dei libri, rappresenta uno dei primi manifesti architettonici del Rinascimento applicato allo spazio del sapere.
La mostra, attraverso una selezione di codici miniati dal XIII al XVI secolo, esplora l’universo della decorazione zoomorfa tra creature reali e immaginarie, messaggere di complessi significati simbolici, restituendo al visitatore non solo la visione ravvicinata dei manoscritti, ma anche la percezione dell’ambiente per cui furono concepiti.
Lungo le navate della biblioteca si svolge la narrazione per immagini di un universo fantastico che vede nel drago il suo protagonista più multiforme.
Creatura ibrida e ancestrale, il drago incarna sin dalle origini le forze del caos e della distruzione: lo ritroviamo in Mesopotamia nelle sembianze della dea Tiamat, regina del Caos, sconfitta dall'eroe Marduk.
Nell’antico Egitto, ogni mattina il dio del Sole Ra deve sconfiggere Apophis, il drago delle tenebre, affinché la luce possa trionfare.
Il percorso spirituale si eleva attraverso le figure dell’araba fenice, della farfalla e del cervo, simboli di resurrezione e della perenne rinascita dello spirito contro le forze del male.
Nel percorso cronologico dei codici esposti, i più antichi sono tre manoscritti le cui miniature sono espressione di una cultura ancora legata all’arte bizantina che si fonde con l’eleganza gotica.
Il culmine del percorso è rappresentato dai codici quattrocenteschi Ms 515 e 516, commissionati da Cosimo de’ Medici e miniati da Zanobi Strozzi con fregi di Filippo di Matteo Torelli.
Nell’iniziale della Missione di San Domenico (Ms 516), la scena si espande oltre la lettera: il santo riceve la Bibbia da Pietro e Paolo, mentre il cane domenicano — elemento iconografico fondamentale — compare accanto alla scena, rafforzando il sistema simbolico.
Per questa miniatura è stata ipotizzata la partecipazione diretta del Beato Angelico, verosimilmente attraverso un disegno preparatorio. Tale ipotesi trova riscontro nei rapporti documentati tra Angelico e Strozzi e nel ruolo di supervisione esercitato dal pittore, attestato nelle fonti conventuali.
La mostra, realizzata con il coordinamento scientifico di Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco, è curata da Sara Fabbri, Sara Ragazzini e Anna Soffici.
Regione: Toscana
Luogo: Museo di San Marco, piazza San Marco 3
Telefono: 055/0882000
Orari di apertura: 8,30-13,50. Lunedì chiuso
Costo: 11 euro; ridotto 2 euro
Dove acquistare: https://museitoscana.cultura.gov.it/luoghi_della_cultura/museo_di_san_marco
Sito web: https://museitoscana.cultura.gov.it/luoghi_della_cultura/museo_di_san_marco
Organizzatore: Direzione regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura






























