Mostra Kevin Francis Gray - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 18/10/2020 Aggiornato il 18/10/2020
Dal al
Firenze (FI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Toscana
Luogo: Museo Stefano Bardini, via dei Renai 1
Telefono: 055/2768224
Orari di apertura: 11-20 venerdì, sabato, domenica e lunedì
Costo: 7 euro; ridotto 5,50 euro
Dove acquistare: http://bigliettimusei.comune.fi.it/
Sito web: www.musefirenze.it
Organizzatore: Mus.e in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary
Note:
La mostra è dedicata all’artista di origini irlandesi Kevin Francis Gray (Armagh, Irlanda del Nord, 1972).

Nelle sale del Museo Bardini troviamo oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo: statuario, di Carrara, bardiglio, marquina oltre ad un’opera in bronzo.
La devozione dell’artista nei confronti dell’arte del passato è testimoniata non solo dall’uso dei materiali, ma anche da quell’amore nei confronti dell’effimero, delle pose classiche e dei soggetti come magicamente avvolti da un velo atemporale.

Allo stesso tempo le statue rivelano però la loro natura più contemporanea: l’uso del non finito, la distorsione dei tratti somatici o la loro velatura ci mettono in contatto con la parte più umana e allo stesso tempo misteriosa del lavoro di Gray.

E’ proprio grazie a questa compresenza di passato e presente che le opere creano qui un legame con la classicità mantenendo quel contatto necessario col mondo contemporaneo e dimostrando così come una riconciliazione tra questi due mondi apparentemente opposti, sia non solo possibile, ma sempre più auspicabile.

La mostra è curata da Antonella Nesi.
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