Mostra Kengiro Azuma. Continuità, lo scorrere della vita - Como

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 29/04/2022 Aggiornato il 29/04/2022
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Como (CO)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Pinacoteca Civica di Como, via Diaz 84
Telefono: 031/269869
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.visitcomo.eu
Sito web: www.visitcomo.eu
Organizzatore: Musei Civici di Como
Note:
L'esposizione, che si sviluppa nelle sale espositive al piano nobile della Pinacoteca Civica e nel cortile interno, ripercorre i 90 anni di vita dell’artista Kengiro Azuma, dal Giappone (dove è nato, a Yamagata, nel 1926 da una famiglia di fonditori di bronzo) a Milano (dove è morto nel 2016), e sviluppatasi alla ricerca di se stesso attraverso la sua evoluzione artistica durata sessant’anni.

Una ricerca che per Kengiro Azuma ha il suo fulcro nella filosofia Zen del MU e del YU che sono gli opposti, il vuoto e il pieno, il corpo e lo spirito, la materia e l’anima. La sua filosofia dell’arte rispecchia il suo modo di vivere secondo cui non avere è essere, per cui l’arte non conosce frontiere, colore della pelle, religione, politica, ideologie, diversità, perfezione.

Nelle sue opere la dicotomia assume forme e contrasti complementari e asimmetrici in cui le superfici e le linee strutturano un’armonia di incastri. Le sue sculture sono alla ricerca dell’invisibile e dello spirito, frutto di un lavoro minuzioso, quotidiano e instancabile che prende avvio dal disegno per dare forma concreta all’invisibile, alle emozioni e ai sentimenti che sono il fulcro della sua opera.

Azuma ha scelto come suo mezzo d’espressione principale il bronzo perché la sua famiglia, da generazioni, era una famiglia di fonditori di bronzo e perché, motivo non secondario, il bronzo dona eternità alle opere.
Kengiro Azuma è un artista completo ed eclettico: disegna, dipinge quadri, stampa incisioni e litografie, realizza gioielli, oggetti creativi e mobili.

All’ingresso da il benvenuto al visitatore l’opera “YU-84” detta anche “scudo”, a difesa ma anche a simbolo di partenza, in quanto la sua forma ricorda anche quella di una barca.
Il cortile di Palazzo Volpi ospita “La Luce di Como”, opera che rispecchia il cielo e la propria figura i cui triangoli sono simbolo dell’anima.

Nella prima sala al primo piano il percorso espositivo inizia con il periodo accademico della scultura figurativa francese all’Università d’Arte di Tokyo. Segue quindi quello sempre figurativo con il maestro Marino Marini all’Accademia di Brera a Milano, dove compaiono i primi bassorilievi in legno, in gesso e in bronzo intitolati MU (infinito, vuoto).

La seconda e la terza sala ospitano le opere del periodo ‘buio’, in cui la sua scultura tridimensionale presenta una patina scura a simboleggiare la difficoltà e la fatica. Successivamente la scultura s’illumina di luce, sole, calore mediterraneo.
Immancabili nel percorso espositivo le sue delicate figure di animali, che lo hanno sempre accompagnato.

La mostra è curata e allestita da Anri Ambrogio Azuma e da Federica Minesso.
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