Mostra KEITH HARING - Roma

A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il
Aggiornato il
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Roma
Il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita la grande mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento, Keith Haring, un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l'immagine in messaggio universale.
Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone.
È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.
Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.
La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dai caratteristici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali.
Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti.
Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse.
Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale.
Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.
La mostra è curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani, Claudio Zambianchi.
Didascalia della foto sotto:
Makoto Murata, 1983. Photo by © Makoto Murata, Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation
Nella New York turbolenta degli anni Ottanta - città segnata da violenza, droga e degrado urbano - Keith Haring trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone.
È il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.
Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all'artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.
La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dai caratteristici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali.
Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti.
Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse.
Pensato per le sale di Palazzo Braschi, il percorso si articola in nuclei tematici: la strada e la metropolitana, l'impegno politico e sociale, il corpo e l'energia vitale, l'arte come linguaggio per tutti, fino alla dimensione simbolica e spirituale.
Dentro questo racconto, l'Italia diventa una chiave di lettura: qui Haring incontra spazi pubblici, galleristi e progetti capaci di dialogare con la sua idea di arte urbana e collettiva.
La mostra è curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani, Claudio Zambianchi.
Didascalia della foto sotto:
Makoto Murata, 1983. Photo by © Makoto Murata, Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation
Regione: Lazio
Luogo: Museo di Roma a Palazzo Braschi, piazza San Pantaleo 10; piazza Navona 2
Telefono: 06/0608
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: 17 euro; ridotto 15 euro
Dove acquistare: www.museodiroma.it
Sito web: www.museodiroma.it; www.museiincomune.it; www.mondomostre.it
Organizzatore: Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre






























