Mostra Julian Charrière. All We Ever Wanted Was Everything and Everywhere - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/06/2019 Aggiornato il 28/06/2019
Dal al
Bologna (BO)
Regione: Emilia Romagna
Luogo: MAMbo, via Don Minzoni 14
Telefono: 051/6496611
Orari di apertura: 10-18,30; giovedì 10-22. Lunedì chiuso
Costo: 6 euro; ridotto 4 euro
Note:
Prima personale in un’istituzione museale italiana di Julian Charrière (Morges, Svizzera, 1987), artista il cui lavoro mette in comunicazione i campi delle scienze ambientali e della storia della civiltà.
Tra i più interessanti giovani artisti attivi oggi, Charrière è noto per una pratica basata sulla ricerca che spazia tra geologia, biologia, fisica, storia e archeologia.

La mostra, curata da Lorenzo Balbi, presenta un’ampia selezione di opere tra fotografie, installazioni, sculture e video che toccano i temi della storia della scienza, dello sviluppo della cultura dei media, del romanticismo dell’esplorazione e della crisi ecologica contemporanea.
Il percorso espositivo si sviluppa intorno ai temi dell'effimero, del passare del tempo e dei tentativi del genere umano di dominare l'ambiente naturale.

All'inizio della mostra il pubblico viene condotto su un remoto atollo dell'Oceano Pacifico, dove 70 anni fa si sono verificate 23 delle più potenti esplosioni generate dall'uomo nella storia. Durante questo periodo sono state fatte esplodere bombe atomiche dotate di una resa di fissione combinata di 42.2 megatoni. La potenza di una di esse, "Castle Bravo", fu in grado di vaporizzare due isole e scavare un enorme cratere di 2000 metri di diametro fuori dalla scogliera primordiale.

Quattro lavori conducono alla scoperta di ciò resta oggi di quei test e di quei luoghi, sopra e sotto il livello dell’oceano, mostrando un’eredità destabilizzante fatta di monumenti non intenzionali.
Questa serie di opere mette in discussione l'interazione tra le trasformazioni antropogeniche e quelle naturali. Charrière si concentra sullo stesso soggetto anche attraverso fotografie e sculture tratte da questi paradisi tropicali, modificate attraverso il filtro dell’ambiente atomico.

In anticipo al percorso, nel foyer del museo, i visitatori hanno un primo indizio di ciò che vedranno con l’installazione video, realizzata da Charrière con Julius von Bismark, "In the Real World It Doesn't Happen That Perfectly". Con questo lavoro, gli artisti hanno tratto in inganno parte del mondo dei media, diffondendo video di falsi attacchi terroristici nel famoso Arches National Park dello Utah: in un mondo in cui le fake news sui social influenzano pesantemente opinioni e addirittura risultati elettorali, l’opera costituisce una magistrale riflessione su finzione, realtà e verità nei media di oggi.

La mostra fa parte di Bologna Estate 2019, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Destinazione Turistica.



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