Mostra Italo Zuffi. Fronte e retro - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/12/2021 Aggiornato il 28/12/2021
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Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14; Sala Convegni Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi, piazza Minghetti 4/D
Telefono: 051/6496611 MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; 051/6571431 Palazzo De’ Toschi | Banca di Bologna
Orari di apertura: 15-20 martedì, mercoledì, giovedì; 15-21 venerdì; 10-21 sabato, domenica e festivi. Lunedì chiuso al MAMbo; apertura a Palazzo De’ Toschi: 15-19 venerdì; 10,30-18,30 sabato e domenica
Costo: 6 euro; ridotto 4 euro al MAMbo; libero, senza prenotazione a Palazzo De’ Toschi | Banca di Bologna
Dove acquistare: www.mambo-bologna.org
Sito web: www.mambo-bologna.org; www.contemporary.bancadibologna.it
Organizzatore: MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna e Banca di Bologna
Note:
La mostra personale di Italo Zuffi (Imola, 1969) si articola in due spazi, il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna e Palazzo De’ Toschi, sede delle iniziative dedicate all’arte contemporanea di Banca di Bologna.
Il progetto, che aprirà al pubblico come main project del programma di ART CITY Bologna 2022, permette di presentare per la prima volta in modo esteso il lavoro di uno degli artisti italiani più importanti tra quelli nati alla fine degli anni Sessanta.

Per il MAMbo la mostra, dal 20 gennaio al 1 maggio, prosegue il lavoro di indagine sull’arte italiana che il museo porta avanti da anni, a conferma della linea di ricerca che discende storicamente dalla GAM, presentando un artista legato al territorio in cui sorge il museo stesso; mentre per la mostra nella Sala Convegni di Palazzo De’ Toschi, dal 20 gennaio al 6 febbraio, si tratta della prima personale dedicata a un artista italiano.

La mostra è idealmente divisa in due momenti, in grado di richiamarsi e rilanciarsi reciprocamente: da una parte, al MAMbo, un percorso che permette di rileggere il lavoro dell’artista prendendo in considerazione uno spettro di opere che va dagli esordi, alla metà degli anni Novanta, fino al 2020. Dall’altra, a Palazzo De’ Toschi, una serie di nuove produzioni, di lavori realizzati per l’occasione e in reazione alle caratteristiche dello spazio, tocca alcuni degli aspetti nodali della sua ricerca recente.

L'esposizione ruota attorno ad alcuni nuclei tematici che da sempre sostengono il lavoro di Zuffi e si traducono in contrasti e opposizioni che possono agire sul corpo (talvolta quello dell’artista stesso) come sulla forma scultorea: tra le idee di costruzione e al contempo di distruzione/caduta; di lavoro e, insieme, di dispersione di energia; di mollezza e di rigidità; di fragilità e di competizione (soprattutto rispetto al sistema dell’arte).

I lavori presentati al MAMbo, oltre cinquanta opere di scultura, fotografia, video e performance, linguaggi attorno a cui si è sviluppata nel tempo la poetica di Zuffi, ricostruiscono il percorso dell’artista attraverso accostamenti inediti e senza necessariamente seguire una progressione cronologica.

La Sala delle Ciminiere, invece, fa emergere alcuni degli aspetti più importanti della pratica scultorea dell’artista, attraverso una selezione di Scomposizioni e di Osservatori trasportabili, realizzati a cavallo tra anni Novanta e Duemila attorno all’idea di architettura.

La mostra a Palazzo De’ Toschi, fino al 6 febbraio 2022, si concentra soprattutto sulla pratica scultorea, configurata come fedele riproduzione di una forma, e messa in discussione della stessa attraverso intrusioni e frammentazioni. Questa parte del progetto evidenzia uno degli aspetti fondamentali della ricerca di Zuffi degli ultimi anni: quello dell’indagine attorno alla parola, usata sia in forma poetica (si intitola Poesie Doppie una raccolta di brevi testi poetici dell’artista, scritti tra il 2013 e 2014) sia come elemento da cui si genera la forma scultorea.

Il progetto è curato da Lorenzo Balbi e Davide Ferri.








Italo Zuffi. Fronte e retro
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