Mostra Incontro con il capolavoro. Vermeer. Donna in blu che legge una lettera - Torino

A cura di Manuela Vaccarone
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Torino
Con l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera di Vermeer, proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam prende avvio Incontro con il capolavoro, un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna.
Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di Vermeer: un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento.
Non semplici “prestiti eccellenti”, ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale, costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza, stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio.
L’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici, ma come autore di una autentica “pittura mentale”, esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento.
Il fulcro visivo del dipinto è la macchia azzurra dell’abito della giovane, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica.
Il blu non è un semplice elemento cromatico, ma un vero campo di energia visiva attorno al quale l’immagine si organizza.
Vermeer lo ottiene utilizzando un pigmento raro e prezioso, il lapislazzuli, importato da regioni lontane attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia.
Una scelta che implica non solo un investimento economico rilevante, ma anche una profonda consapevolezza del valore percettivo del colore: il blu assorbe la luce e la restituisce in modo diffuso, creando un effetto di espansione che avvolge la figura.
Attraverso l’accostamento con una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama - incisioni, arredi, ceramiche - l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera offre l’opportunità di approfondire alcune delle tematiche centrali del dipinto, come la dimensione intimista e molto femminile della scena, di sorprendente modernità.
L’allestimento del dipinto, concepito come uno spazio di studio e approfondimento, è accompagnato da pannelli tematici dedicati alla storia dell’Olanda, alla pittura olandese e alla sua capacità di rappresentare il reale, all’uso della camera obscura e alle leggi della prospettiva, alla composizione dei colori, ai traffici commerciali e alla Compagnia delle Indie, fino alla fortuna di Vermeer nel corso dei secoli.
L'esposizione è a cura di Clelia Arnaldi di Balme, Anna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa.
Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di Vermeer: un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento.
Non semplici “prestiti eccellenti”, ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale, costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza, stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio.
L’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici, ma come autore di una autentica “pittura mentale”, esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento.
Il fulcro visivo del dipinto è la macchia azzurra dell’abito della giovane, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica.
Il blu non è un semplice elemento cromatico, ma un vero campo di energia visiva attorno al quale l’immagine si organizza.
Vermeer lo ottiene utilizzando un pigmento raro e prezioso, il lapislazzuli, importato da regioni lontane attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia.
Una scelta che implica non solo un investimento economico rilevante, ma anche una profonda consapevolezza del valore percettivo del colore: il blu assorbe la luce e la restituisce in modo diffuso, creando un effetto di espansione che avvolge la figura.
Attraverso l’accostamento con una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama - incisioni, arredi, ceramiche - l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera offre l’opportunità di approfondire alcune delle tematiche centrali del dipinto, come la dimensione intimista e molto femminile della scena, di sorprendente modernità.
L’allestimento del dipinto, concepito come uno spazio di studio e approfondimento, è accompagnato da pannelli tematici dedicati alla storia dell’Olanda, alla pittura olandese e alla sua capacità di rappresentare il reale, all’uso della camera obscura e alle leggi della prospettiva, alla composizione dei colori, ai traffici commerciali e alla Compagnia delle Indie, fino alla fortuna di Vermeer nel corso dei secoli.
L'esposizione è a cura di Clelia Arnaldi di Balme, Anna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa.
Regione: Piemonte
Luogo: Palazzo Madama, Sala Atelier piazza Castello
Telefono: 011/4433501
Orari di apertura: 10-18. Martedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.palazzomadamatorino.it/it/
Sito web: www.palazzomadamatorino.it/it/
Organizzatore: Palazzo Madama - Museo civico d'arte antica




























