Mostra Incontri. Da Fontana a Baj, da Rotella a Mondino. Una collezione svelata - Sesto Calende

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Sesto Calende (Varese)
La Fondazione Giancarlo Sangregorio a Sesto Calende inaugura la nuova area espositiva, Spazio Luce, con l’obiettivo di ampliare la proposta delle sue offerte culturali: un luogo dinamico destinato a ospitare mostre temporanee, incontri, dialoghi interdisciplinari e progetti dedicati ai giovani artisti.
Immerso nel verde del Parco del Ticino, Spazio Luce rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione dell’eredità artistica dello scultore Giancarlo Sangregorio (1925-2013), rafforzando il legame tra memoria, territorio e contemporaneità.
Spazio Luce ospita la mostra che propone, attraverso 34 opere, tutte provenienti dalla collezione di Sangregorio, un dialogo tra alcune delle personalità più rilevanti dell’arte italiana del secondo Novecento, da Lucio Fontana a Enrico Baj, da Mimmo Rotella ad Aldo Mondino, ad altri ancora.
Con molti di questi autori, Giancarlo Sangregorio ha esposto in importanti collettive, che spesso sono state proprio l’occasione del primo incontro (Mimmo Rotella, Concetto Pozzati, Hsiao Chin, Emilio Scanavino, Aldo Mondino, Valentino Vago, Gianni Dova, Martin Schulz Kirchner, Tino Stefanoni, Enzo Esposito, solo per citarne alcuni).
Con altri artisti i legami sono stati invece più profondi e duraturi, a cominciare da Maria Luisa de Romans, sua prima compagna; per continuare con il nucleo di artisti che erano suoi “vicini di casa”: Lucio Fontana, Enrico Baj, Silvio Monti, Kengiro Azuma e Vittore Frattini.
Con altri ancora, Sangregorio ha vissuto esperienze creative, in particolare durante le trasferte ad Albissola Marina, dove l’amico Sergio Dangelo (presente con un’opera emblematica, Otello) aveva aperto un centro culturale, o con Pietro Pirelli, con il quale ha dato vita a un concerto di pietre.
Oltre a queste, ci sono lavori, scelti per “affetto”, come la testa in bronzo di Arturo Martini, intitolata Il vento, o la litografia di Massimo Campigli (Donne con la collana, 1951).
Una collezione eterogenea, curiosa, inedita, che attraversa almeno cinque decenni del secolo scorso e che conduce nel mondo di Sangregorio attraverso gli occhi e la memoria di tanti amici che lo hanno conosciuto, incontrato, amato.
La mostra è curata da Lorella Giudici, con il contributo di Martina Cortese.
In contemporanea, dal 16 maggio al 26 luglio, nello Spazio Atelier, si tiene Scrigni di luce, la personale di Paola Ravasio (Varese, 1978), prima vincitrice del Premio Sangregorio, che torna a esporre in Fondazione, dopo dodici anni, una selezione di opere recenti.
Le sue sculture nascono da agglomerati di materia bianca, che sia gesso o resina, per divenire, come ebbe modo di sottolineare lo stesso Giancarlo Sangregorio, “tutt’uno con la luce (materia–luce non luce che si posa sulla materia)”, veri e propri Scrigni di luce metafisici.
Al piano terra dello stesso Atelier sono presentate anche 6 opere, che compongono il nucleo delle acquisizioni della Fondazione Sangregorio.
Si tratta di lavori donati alla Fondazione da artisti che qui hanno esposto, tra cui la scultura di Alex Bombardieri, vincitore della seconda edizione del Premio Sangregorio dedicato alla giovane produzione scultorea.
Immerso nel verde del Parco del Ticino, Spazio Luce rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione dell’eredità artistica dello scultore Giancarlo Sangregorio (1925-2013), rafforzando il legame tra memoria, territorio e contemporaneità.
Spazio Luce ospita la mostra che propone, attraverso 34 opere, tutte provenienti dalla collezione di Sangregorio, un dialogo tra alcune delle personalità più rilevanti dell’arte italiana del secondo Novecento, da Lucio Fontana a Enrico Baj, da Mimmo Rotella ad Aldo Mondino, ad altri ancora.
Con molti di questi autori, Giancarlo Sangregorio ha esposto in importanti collettive, che spesso sono state proprio l’occasione del primo incontro (Mimmo Rotella, Concetto Pozzati, Hsiao Chin, Emilio Scanavino, Aldo Mondino, Valentino Vago, Gianni Dova, Martin Schulz Kirchner, Tino Stefanoni, Enzo Esposito, solo per citarne alcuni).
Con altri artisti i legami sono stati invece più profondi e duraturi, a cominciare da Maria Luisa de Romans, sua prima compagna; per continuare con il nucleo di artisti che erano suoi “vicini di casa”: Lucio Fontana, Enrico Baj, Silvio Monti, Kengiro Azuma e Vittore Frattini.
Con altri ancora, Sangregorio ha vissuto esperienze creative, in particolare durante le trasferte ad Albissola Marina, dove l’amico Sergio Dangelo (presente con un’opera emblematica, Otello) aveva aperto un centro culturale, o con Pietro Pirelli, con il quale ha dato vita a un concerto di pietre.
Oltre a queste, ci sono lavori, scelti per “affetto”, come la testa in bronzo di Arturo Martini, intitolata Il vento, o la litografia di Massimo Campigli (Donne con la collana, 1951).
Una collezione eterogenea, curiosa, inedita, che attraversa almeno cinque decenni del secolo scorso e che conduce nel mondo di Sangregorio attraverso gli occhi e la memoria di tanti amici che lo hanno conosciuto, incontrato, amato.
La mostra è curata da Lorella Giudici, con il contributo di Martina Cortese.
In contemporanea, dal 16 maggio al 26 luglio, nello Spazio Atelier, si tiene Scrigni di luce, la personale di Paola Ravasio (Varese, 1978), prima vincitrice del Premio Sangregorio, che torna a esporre in Fondazione, dopo dodici anni, una selezione di opere recenti.
Le sue sculture nascono da agglomerati di materia bianca, che sia gesso o resina, per divenire, come ebbe modo di sottolineare lo stesso Giancarlo Sangregorio, “tutt’uno con la luce (materia–luce non luce che si posa sulla materia)”, veri e propri Scrigni di luce metafisici.
Al piano terra dello stesso Atelier sono presentate anche 6 opere, che compongono il nucleo delle acquisizioni della Fondazione Sangregorio.
Si tratta di lavori donati alla Fondazione da artisti che qui hanno esposto, tra cui la scultura di Alex Bombardieri, vincitore della seconda edizione del Premio Sangregorio dedicato alla giovane produzione scultorea.
Regione: Lombardia
Luogo: Fondazione Giancarlo Sangregorio, via Cocquo 19
Telefono: 339/2715986
Orari di apertura: 10,30-17,30 sabato e domenica, dal 17 maggio al 27 settembre; 11-15,30 sabato e domenica dal 3 ottobre al 29 novembre
Costo: 15 euro; ridotto 12 euro. Per visite su prenotazione, scrivere a: info@fondazionesangregorio.it
Dove acquistare: https://fondazionesangregoriogiancarlo.it/la-fondazione/
Sito web: www.fondazionesangregoriogiancarlo.it
Organizzatore: Fondazione Giancarlo Sangregorio

































