Mostra Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921 - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 08/06/2021 Aggiornato il 08/06/2021
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Roma (RM)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lazio
Luogo: Villa Farnesina, via della Lungara 230
Telefono: 06/68027268
Orari di apertura: 9-14 da lunedì al sabato; 9-17 la seconda domenica del mese
Costo: 10 euro; ridotto 9 euro
Dove acquistare: https://www.booking-villafarnesina.it/it/booking-1/ Sabato e Seconda Domenica del mese acquisto del biglietto on line obbligatorio
Sito web: http://www.villafarnesina.it/
Organizzatore: Accademia dei Lincei
Note:
La mostra propone una rassegna sul gusto e l’estetica che hanno presieduto nel primo dopoguerra alle celebrazioni dei centenari di Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921).

Erano anni quelli in cui il Paese, uscito dalla Grande Guerra, aveva necessità di ricostruire una propria identità nazionale appellandosi anche a un glorioso passato non solo di bellezza, ma di ingegno ed etica e che fosse in grado però di guardare al futuro con spirito di innovazione e cambiamento.

Le celebrazioni erano non solo l’occasione, come ai giorni nostri, per approfondire studi e ricerche ma fonti di ispirazione per gli artisti delle avanguardie e non, e coinvolsero ogni ambito del fare umano arrivando a tutta la popolazione attraverso cartoline, oggetti, mobili, architettura, copertine di riviste e giornali e aprendo la strada a nuovi stili e tendenze che inglobavano e riutilizzavano la lezione dei grandi del passato che si stavano celebrando.

La mostra dedicata ai centenari 1919-1920-1921 è suddivisa in tre sezioni nelle quali sono esposte, accanto a riviste, oggetti e libri d’epoca, opere dei protagonisti dell’arte del Novecento (provenienti da collezioni private) come Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Mario Sironi, Anselmo Bucci, Achille Funi, Adolfo Wildt, Alberto Martini, Gerardo Dottori, Plinio Nomellini, Cesare Monti, Ottone Rosai, Lucio Fontana oltre alla serie di cartoline disegnate da Ezio Anichini in vista del centenario dantesco del 1921.

La mostra si apre con i bozzetti dei quattro episodi della storia-omaggio a Raffaello “Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù” della Panini Comics in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei.
Bruno Enna (sceneggiatore della storia) e Alessandro Perina (disegnatore) si sono ispirati a Villa Farnesina, sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei, denominata Villa Paperina, per narrare la storia degli affreschi raffaelleschi, commissionati all’Urbinate dal banchiere senese Agostino Chigi, proprietario della Villa.

La prima sezione è dedicata al quarto centenario della morte di Leonardo: si inseriva in un periodo che da una parte vedeva appena conclusa la prima guerra mondiale, dall’altra il fiorire della avanguardie.
Leonardo dunque con le sue innumerevoli invenzioni, i suoi studi sul corpo umano era l’ispirazione perfetta per l’industria e per l’arte.

Non mancavano perciò nelle pubblicazioni del centenario i richiami alle grandi ‘invenzioni’ delle quali il genio vinciano era ritenuto precursore, come gli aerei, che nel corso degli anni Venti divengono il soggetto di una tematica pittorica specifica del Futurismo, con l’Aeropittura.

Un posto particolare lo occuparono i disegni dei monumenti equestri di Leonardo, ripresi dagli artisti per illustrare le scene della Grande Guerra. Per gli studi anatomici, affrontati da innumerevoli artisti nel corso dei secoli, si espone in questa sezione anche un’opera di Anselmo Bucci, pittore poliedrico che proprio nel primo dopoguerra, in concomitanza del centenario di Leonardo, volle accostarsi alla corporeità degli studi vinciani.

La seconda sezione, quella dedicata a Raffaello, accosta, tra l’altro, alla lettura popolare del Sanzio, come le cartoline Liebig e gli articoli sui suoi amori, o l’uso delle sue creazioni per pubblicità di sigarette o di prodotti per l’infanzia, una serie di opere di artisti che fino a pochi anni prima volevano sconvolgere ogni canone classico nell’arte, ma che iniziavano a riprendere l’arte rinascimentale: Raffaello divenne fonte di suggestioni per gli artisti che cercavano nel Classico la fonte figurativa e culturale dalla quale rifondare la propria estetica a cavallo della Grande Guerra.

De Chirico, Severini, i futuri novecentisti Achille Funi e Mario Sironi, fra gli altri, ripresero a studiare Raffaello, chi prima, chi in concomitanza del 1920, anno in cui l’Urbinate era divenuto di moda per le celebrazioni a lui dedicate.

Nello stesso anno, in particolare, l’iconologia della Vergine col Bambino divenne drammaticamente attuale in tutta Europa per le famiglie che avevano da poco perso al fronte i mariti, che lasciavano moglie e bambini, divenute figure da proteggere e sulle quali ricostruire il futuro.

La terza sezione, dedicata ai 600 anni dalla morte di Dante, illustra attraverso copertine di libri e di riviste, ma anche opere e disegni di artisti contemporanei quali Adolfo Wildt o Carlo Carrà, come il Poeta venne celebrato quale supremo emblema dell’identità italiana e come vate della grandezza nazionale.

Il centenario dantesco si esprime nel clima estetico in pieno subbuglio del primo dopoguerra, nel quale coesistevano le ultime memorie dell’esperienza Liberty, che aveva dominato buona parte del gusto in Italia e in Europa dalla fine dell’800 alla Grande Guerra, e le ricerche espressioniste e primitiviste e di recupero dell’antico, anche di stampo trecentesco.

La mostra è curata da Roberto Antonelli, Virginia Lapenta e Guicciardo Sassoli de’Bianchi Strozzi.

Didascalia:
Cartolina per il Centenario di Raffaello, 1920

Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921
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