Mostra Il Ratto delle Sabine – ritratti ad encausto di Paolo Fundarò - Fara in Sabina

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Fara in Sabina (Rieti)
Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina ospita il progetto espositivo dedicato a Paolo Fundarò.
L’artista è esperto di tecniche pittoriche antiche, specializzato in particolare nell’encausto, preziosa e quasi dimenticata eredità del mondo classico.
La mostra prende le mosse da uno degli episodi più complessi della mitologia romana: il ratto delle Sabine, evento fondativo che si intreccia con la storia dell’insediamento e dell’abitato di Cures, traendo ispirazione dalle fonti letterarie classiche.
Narrato da Tito Livio nel primo libro dell’Ab Urbe Condita e ripreso da Plutarco nelle Vite Parallele
dedicate a Romolo e Teseo, il racconto del rapimento delle Sabine si trasforma in un momento
cruciale e risolutivo.
Durante il conflitto armato tra le due opposte fazioni, l’intervento delle donne, ormai divenute mogli e madri, cambiò il corso della storia: ponendosi tra i due eserciti e invocando la fine della guerra, imposero la pace in nome dei legami familiari ormai intrecciati.
L’autore delle opere rilegge questo celebre episodio con uno sguardo contemporaneo, rievocando
le suggestioni dell’immaginario antico e instaurando un dialogo con i reperti e le tematiche presenti nella sede espositiva.
L’insieme dei ritratti proposti si presenta come una sorta di galleria del mito: un continuo plasmarsi
della memoria che mira a restituire la ricchezza del tema narrativo attraverso un linguaggio visivo
radicato nell’eco della classicità.
Al centro di questo processo si colloca la pittura ad encausto, leggendaria tecnica di matrice greca celebrata dalle fonti letterarie.
Il progetto espositivo è curato da Paolo Fundarò.
Didascalia della foto sotto:
Romolo-ratto-delle-sabine
L’artista è esperto di tecniche pittoriche antiche, specializzato in particolare nell’encausto, preziosa e quasi dimenticata eredità del mondo classico.
La mostra prende le mosse da uno degli episodi più complessi della mitologia romana: il ratto delle Sabine, evento fondativo che si intreccia con la storia dell’insediamento e dell’abitato di Cures, traendo ispirazione dalle fonti letterarie classiche.
Narrato da Tito Livio nel primo libro dell’Ab Urbe Condita e ripreso da Plutarco nelle Vite Parallele
dedicate a Romolo e Teseo, il racconto del rapimento delle Sabine si trasforma in un momento
cruciale e risolutivo.
Durante il conflitto armato tra le due opposte fazioni, l’intervento delle donne, ormai divenute mogli e madri, cambiò il corso della storia: ponendosi tra i due eserciti e invocando la fine della guerra, imposero la pace in nome dei legami familiari ormai intrecciati.
L’autore delle opere rilegge questo celebre episodio con uno sguardo contemporaneo, rievocando
le suggestioni dell’immaginario antico e instaurando un dialogo con i reperti e le tematiche presenti nella sede espositiva.
L’insieme dei ritratti proposti si presenta come una sorta di galleria del mito: un continuo plasmarsi
della memoria che mira a restituire la ricchezza del tema narrativo attraverso un linguaggio visivo
radicato nell’eco della classicità.
Al centro di questo processo si colloca la pittura ad encausto, leggendaria tecnica di matrice greca celebrata dalle fonti letterarie.
Il progetto espositivo è curato da Paolo Fundarò.
Didascalia della foto sotto:
Romolo-ratto-delle-sabine
Regione: Lazio
Luogo: Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina, piazza del Duomo 3
Telefono: 0765/277321
Orari di apertura: 10-19 giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi; lunedì, martedì, mercoledì solo su prenotazione
Costo: 7 euro; ridotto 5 euro
Dove acquistare: www.museofarainsabina.it/
Sito web: www.museofarainsabina.it/
Organizzatore: Museo Civico Archeologico e Pro Loco Fara in Sabina APS





























