Mostra Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/03/2019 Aggiornato il 12/03/2019
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Palazzo Reale, piazza Duomo 12
Telefono: 02/54912
Orari di apertura: 9,30-19,30; lunedì 14,30-19,30; giovedì e sabato 9,30-22,30
Costo: 14 euro; ridotto 12 euro
Note:
La natura, nella sua complessa varietà, costituisce il cuore della mostra curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa con le scenografie di Margherita Palli. È un appuntamento pensato in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci che consente ai visitatori uno sguardo spettacolare sulla rappresentazione artistica della natura, lungo un arco cronologico che va dal Quattrocento al Seicento, con un’attenzione particolare allo scenario lombardo.

L’originale progetto espositivo, promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, coniuga arte e scienza sotto il comune denominatore della natura, rappresentata nelle sue centinaia di varietà animali e vegetali. Fulcro della mostra è la ricostruzione di uno dei più singolari complessi figurativi del Seicento in Italia, il “Ciclo di Orfeo”, commissionato da Alessandro Visconti per il proprio palazzo di Milano negli anni ’70 del Seicento e ospitato in Palazzo Sormani dal 1877, dove è stato riallestito nei primissimi anni del Novecento e dove è divenuto noto come “Sala del Grechetto”.

Il ciclo, che fa parte delle Raccolte Civiche del Comune di Milano, è composto di 23 tele, alcune di notevoli dimensioni, che raffigurano più di 200 differenti animali a grandezza naturale che si rincorrono in un panorama fluido, accompagnati da pochissime figure umane, tra cui un Orfeo incantatore e un piccolo Bacco. Un paesaggio che sorprende per animali di ogni specie, comuni ed esotici e figurazioni fantastiche, come l’unicorno.

Il “Ciclo di Orfeo” può essere ammirato nella Sala delle Cariatidi secondo l’antico assetto e la verosimile sequenza originaria con cui si doveva presentare quando fu realizzato per Palazzo Visconti (poi diventato Lunati, poi Verri) in via Monte Napoleone, e da lì in seguito smontato per approdare infine, fortemente manomesso, nella sala di Palazzo Sormani.
L'allestimento è il frutto di studi recenti e del recupero di antiche testimonianze visive e documentarie. Nella ricostruzione scenografica della sala di Palazzo Verri, grande risalto viene dato all’illuminazione, a cura di Pasquale Mari, forte di una specifica attività per il teatro e il cinema, e alla pittura illusionistica a cura dello specialista Rinaldo Rinaldi, che ricostruisce il lambris, le finestre, gli scuri e il soffitto della sala, offrendo al visitatore un’atmosfera quanto più vicina all’originale.
La natura, in mostra, può essere ammirata non solo attraverso la raffigurazione artistica, ma anche tramite l’osservazione diretta di oltre 160 esemplari di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e invertebrati provenienti dal Museo di Storia Naturale e dall’Acquario di Milano e dal MUSE di Trento.

L'introduzione alla mostra è fatta da un prologo che presenta un famoso codice tardogotico lombardo, l’”Historia plantarum” della Biblioteca Casanatense di Roma, ricco di centinaia di illustrazioni tratte dal mondo delle piante e degli animali. Una pagina del codice, con l’immagine di un gatto, è messa in dialogo con un disegno di Leonardo da Vinci della Biblioteca Ambrosiana: il confronto indica al pubblico che, in un caso, il soggetto è stato ripreso da modelli grafici preesistenti, forse a partire da un animale morto; nell’altro è stato sottratto al fluire incessante della vita.

Un nuovo raffronto è al centro di un’altra sala, dove la “Canestra di frutta” del Caravaggio è affiancata al “Piatto metallico con pesche” di Giovanni Ambrogio Figino: due primizie della natura morta occidentale, realizzate, sullo scorcio del Cinquecento, in uno stretto giro d’anni da due pittori lombardi.

Il progetto di tutela e valorizzazione del “Ciclo di Orfeo” coinvolge diverse istituzioni milanesi: la Biblioteca Sormani, che ha conservato nell’ultimo secolo le preziose tele, offrendole allo sguardo del vasto pubblico che frequenta la “Sala del Grechetto”; Palazzo Reale, che ha promosso e coprodotto la mostra; il Museo di Storia Naturale, che concede numerosi esemplari della propria collezione; la Galleria d’Arte Moderna con il prestito di alcuni dipinti ottocenteschi e il Castello Sforzesco, alle cui Raccolte appartengono le tele del “Ciclo di Orfeo”.
La collaborazione, inoltre, con la GAM|Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Museo Poldi Pezzoli, la Pinacoteca Ambrosiana, l’Arcivescovado e i collezionisti privati, ha dato vita a una mostra molto “milanese” che è stata capace di riunire soggetti pubblici e privati nell’intento di far conoscere e amare al grande pubblico un’opera nata a Milano e per Milano, ma di rilevanza internazionale.
Il meraviglioso mondo della natura. Una favola tra arte, mito e scienza
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