Mostra Il Gesto dell’Oriente. Cinque voci dell’Avanguardia coreana - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 02/03/2020 Aggiornato il 02/03/2020
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Lombardia
Luogo: Dep Art Gallery, via Comelico 40
Telefono: 02/36535620
Orari di apertura: 10,30-19. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso liberp
Sito web: www.depart.it
Organizzatore: Dep Art Gallery
Note:
La mostra presenta la ricerca di cinque artisti che, dalla fine degli anni ‘50 del Novecento, hanno ridefinito e plasmato l’orizzonte dell’arte contemporanea in Corea: Chun Kwang Young, Park Seobo, Lee Bae, Lee Ufan, Kim Tschang-Yeul.

Dal nucleo di circa quindici opere, di medio e grande formato emerge la complessa dinamica tra rinnovamento e tradizione che ha lambito quel paese in un quarantennio di profondi turbamenti e agitazioni politiche e sociali.

Kim Tschang-Yeul (nato nel 1929) è, con Lee Ufan, Park Seobo una delle figure chiave del rinnovamento che l'arte coreana intraprende tra gli anni '50 e '60.
Tra astrazione e figurazione la pittura diviene qui un mantra meditativo a favore di uno spazio spirituale e persino terapeutico. 

Sta invece al gruppo Dansaekhwa, nato all'inizio degli anni '70, sviluppare la tendenza a un minimalismo monocromo che esalta la fisicità della pittura. Ne fa parte Park Seobo (1931) che recupera l'uso tradizionale della carta Hanji per opere dall'astrazione lineare e rigorosa.

Fa parte del gruppo Dansaekhwa anche Lee Ufan (1936) che mette a punto una pittura riduzionista fatta di linee e pennellate fluide, memori della tradizione calligrafica, che nella sua opera danno luogo a risonanze e corrispondenze, dialoghi tra pieno e vuoto.

Chun Kwang Young (1944) unisce pittura e scultura in superfici animate da miriadi di pacchettini di carta Mulberry tinta col tè o altri pigmenti naturali, un ricordo d'infanzia legato all'uso coreano di impacchettare con la carta di giornale erbe medicinali e spezie.

Lee Bae (1956) lavora invece con composizioni silenziose che visitano tutte le possibilità cromatiche del nero, ottenuto attraverso sottilissimi strati di carboncino o di lamelle di legno combusto.

La mostra è curata da Gianluca Ranzi.
Il Gesto dell’Oriente. Cinque voci dell’Avanguardia coreana
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