Mostra Il Fiorentino. Il Gran Diamante di Toscana - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/11/2021 Aggiornato il 27/01/2022
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Firenze (FI)
ATTENZIONE
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Regione: Toscana
Luogo: Museo di Palazzo Medici Riccardi, via Camillo Cavour 3
Telefono: 055/2760340
Orari di apertura: 9-19. Mercoledì chiuso
Costo: 7 euro; ridotto 4 euro
Dove acquistare: www.palazzomediciriccardi.it/
Sito web: www.palazzomediciriccardi.it
Organizzatore: MUS.E
Note:
L'esposizione è dedicata al meraviglioso manufatto del Granduca di Toscana, noto anche come “Il Fiorentino”, uno dei più preziosi e rari gioielli dei Medici, oggi perduto.
La mostra è la seconda esposizione del ciclo Cammei, una rassegna di piccole mostre, dai toni intimi ma di grande importanza, dedicata alla valorizzazione delle opere e delle storie legate a Palazzo Medici Riccardi.

L’esposizione trae la sua occasione dal restauro appena concluso di uno dei ritratti medicei che trovano posto nelle sale del museo, di proprietà delle Gallerie degli Uffizi: si tratta dell’effigie di Cosimo II Medici, dipinto da Domenico e Valore Casini a figura intera, in veste di damasco dorato e manto d’ermellino, scettro e corona granducale.

Il restauro, eseguito da Rossella Lari, ha restituito alla tela le vivaci cromìe originarie e ha conferito all’opera, offuscata da depositi e vernici alterate, la luminosità e il tono celebrativo che la caratterizzavano; esso si inserisce nell’ambito degli interventi di restauro su tutta la serie dei ritratti medicei presenti in palazzo, promossi dalla Città Metropolitana in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi.

La presentazione del dipinto restaurato trova il suo compimento nell’anniversario della morte del Granduca Cosimo II (1621-2021), che aveva omaggiato la sua consorte Maria Magdalena von Hasburg, più nota come Maria Maddalena d’Austria, proprio del Diamante fiorentino: il gioiello compare infatti come ornamento d’eccezione nell’acconciatura dell’Archiduchessa in alcuni suoi celebri ritratti, fra cui quello di Giusto Suttermans, ultimato nel 1623, e quello dipinto in ambito fiorentino qualche anno prima, probabilmente dagli stessi Domenico e Valore Casini, entrambi di proprietà delle Gallerie fiorentine.

La mostra propone anche altre testimonianze documentarie del gioiello, tra disegni, inventari medicei e documenti d’archivio vari, per ricostruire la storia e le vicende, ma anche l’aspetto e le caratteristiche di una delle pietre più celebri al mondo, di cui si sono perse le tracce all’inizio del XX secolo. In esposizione anche un pezzo finora inedito, un calco in gesso della pietra preziosa, rinvenuto nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Direzione regionale musei della Toscana).

La mostra propone inoltre una straordinaria riproduzione del gioiello mediceo, realizzata in zirconia cubica dalla bottega artigiana orafa di Paolo Penko.

Grazie a una scrupolosa ricerca iconografica e sulle tecniche antiche, Penko ha ricreato, per la prima volta al mondo, la preziosa montatura serpentinata con cui Maria Maddalena d’Austria era solita sfoggiare il diamante. Il serpente è stato realizzato con la tecnica della fusione in osso di seppia, perfettamente modellato per accogliere la riproduzione del Fiorentino in zirconia cubica.
La montatura è stata impreziosita con lo stesso numero di diamanti dell’originale, ben 182 pietre taglio antico a rosetta, incastonati con piccoli frammenti di foglia argentata.

“Il Fiorentino”, diamante di dimensioni eccezionali e di color giallo citrino era, nel XVII secolo, la seconda gemma al mondo, dopo quella appartenente all’imperatore Moghul. Acquistato nel 1601 da Ferdinando I de’ Medici, che lo comprò dal portoghese don Ludovico Castro, conte di Montesanto, fu affidato ancora grezzo al tagliatore Pompeo Studendoli, artigiano veneziano residente a Firenze, che lo lavorò per un lungo periodo, fino al 1615.

Il risultato fu uno splendido gioiello a forma di mandorla, con taglio a doppia rosa di nove lati e 127 faccette, che venne poi inserito entro una montatura a pendente altrettanto sfarzosa. Il gioiello rimase nelle mani dei Medici fino al passaggio della Toscana ai Lorena, quando venne portato a Vienna, dove risulta fino ai primi del Novecento. Nel 1918, con il crollo dell’impero asburgico, i gioielli della corona d’Austria presero la via dell’esilio, in Svizzera: con loro partì anche il “Fiorentino” e da allora si sono perse le tracce.

La mostra è curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi.
Il Fiorentino. Il Gran Diamante di Toscana
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