Mostra I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone - Vicenza

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 29/11/2022 Aggiornato il 29/11/2022
Dal al
Vicenza (VI)
Regione: Veneto
Luogo: Basilica Palladiana, piazza dei Signori
Telefono: 0444/326418
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 13 euro; ridotto 11 euro
Dove acquistare: www.ticketlandia.com/m/i-creatori-dell-eterno-egitto-en
Sito web: www.mostreinbasilica.it
Organizzatore: Marsilio Arte
Note:
Sono 160 i reperti del Museo Egizio in partenza per la Basilica Palladiana di Vicenza, dove apre la mostra che intende restituire uno spaccato della vita quotidiana nell’antico Egitto, con un focus particolare su Tebe, l’odierna Luxor, e Deir el-Medina, il villaggio, fondato intorno al 1500 a.C., dove scribi, disegnatori e artigiani lavoravano per costruire e decorare le tombe dei faraoni nelle Valli dei Re e delle Regine, plasmando l’immaginario dell’antica civiltà nata sulle rive del Nilo.

L’esposizione riunisce più di 180 oggetti, oltre ai reperti dell’Egizio, ci sono una ventina di prestiti dal Louvre di Parigi. In esposizione capolavori della statuaria, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore e amuleti.
Molti i tesori che verranno svelati in occasione dell’esposizione, tra cui il sarcofago antropoide di Khonsuirdis e il celebre corredo della regina Nefertari, che torna in Italia, a Vicenza, dopo diversi anni di tour all’estero.

Installazioni multimediali e riproduzioni in 3D arricchiscono il percorso espositivo: tra le curiosità la storia in 3D del sarcofago dello scriba Butehamon, che restituisce al visitatore quasi una biografia dell’oggetto a partire dalla sua costruzione e l’istallazione multimediale che svela i segreti del Papiro della tomba del faraone Ramesse IV.

Il percorso espositivo, nel salone sotto la copertura a carena di nave rovesciata della Basilica, sarà diviso in due ampie sezioni. La prima illustra la vita terrena e la creazione dei capolavori millenari arrivati a Vicenza, la seconda è dedicata alla vita dopo la morte.

Quattro i temi portanti. Si inizia con il focus Deir el-Medina e l’occidente di Tebe. Tebe è il nome con il quale i Greci chiamavano l’antica città egizia oggi nota come Luxor, la più importante città d’Egitto all’inizio del Nuovo Regno che si estendeva sulla riva orientale del Nilo (la sponda dei vivi, da cui sorgeva il sole ogni mattina), ricca di straordinari monumenti e templi.

La creazione del microcosmo racconta il momento della morte, quando, secondo gli Egizi, le diverse componenti della persona si separano: ecco quindi che il rituale funerario e la tomba forniscono lo spazio e gli strumenti per garantire il loro ricongiungimento e l’inizio della vita eterna.

Il capitolo Lo splendore della vita offre un vivido spaccato della quotidianità della laboriosa comunità di Deir el-Medina, raccontandone le attività, le botteghe, ma anche le credenze religiose, speranze e paure, gli amori.

Infine, la sezione incentrata su La vita dopo la morte: la morte fisica e il complesso rituale che seguiva era finalizzato a garantire la wehem meswt, la “nuova nascita” nell’aldilà.

La mostra è curata dal direttore del Museo Christian Greco, da Corinna Rossi, professore associato di Egittologia al Politecnico di Milano, da Cédric Gobeil e Paolo Marini, egittologi e curatori dell’Egizio.
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