Mostra I Ciardi. Paesaggi e giardini - Conegliano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 03/02/2019 Aggiornato il 03/02/2019
Dal al
Conegliano (TV)
Regione: Veneto
Luogo: Palazzo Sarcinelli, via XX Settembre 132
Telefono: 0438/1932123
Orari di apertura: 9-18 da martedì a giovedì; 10-19 da venerdì a domenica. Lunedì chiuso
Costo: 11 euro; ridotto 8,50 euro
Note:
Secondo appuntamento del ciclo dedicato al paesaggio nella pittura veneta tra ‘800 e ‘900, l’esposizione è dedicata a una delle più affermate “famiglie” di artisti veneti di quel periodo: i Ciardi. In una fase di grandi cambiamenti della pittura, sempre più orientata verso lo studio dal vero o en plein air della realtà, Guglielmo (Venezia, 1842-1917) e i figli Beppe (Venezia, 1875-Quinto di Treviso, 1932) ed Emma (Venezia, 1879-1933) assumono un ruolo di protagonisti assoluti della scena artistica veneziana, italiana ed internazionale, partecipando alle Biennali di Venezia e ai più importanti appuntamenti espositivi nazionali, avendo anche una buona visibilità all’estero.

La rassegna, curata da Giandomenico Romanelli con Franca Lugato e Stefano Zampieri, consente di apprezzare attraverso più di 60 opere e con un taglio originale, legato principalmente alla rappresentazione della natura e del paesaggio veneto, gli elementi qualificanti della produzione di questa famiglia, mettendo in evidenza peculiarità, convergenze e divergenze tra i tre artisti, ben riconoscibili grazie ad alcuni confronti proposti in mostra.
Il percorso si apre con un focus sugli esordi di Guglielmo ancora influenzato dalla tradizione paesaggistica ottocentesca come si può vedere dal precocissimo e inedito dipinto del 1859 Paesaggio fluviale, per proseguire con gli anni trascorsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Domenico Bresolin (Padova, 1813-Venezia, 1899) e l’importanza che assumerà il paesaggio dell’entroterra veneto nella sua ricerca artistica.
La seconda sezione è dedicata al lavoro di Emma, instancabile pittrice e viaggiatrice apprezzata a livello internazionale, cultrice della tradizione del vedutismo veneziano, capace di rielaborare le esperienze macchiaiole, impressioniste e tardo impressioniste con un’originale chiave espressiva.
Il percorso si chiude con l’opera di Beppe, presentata sotto una luce nuova che vuole mettere in evidenza la modernità e gli accenti simbolisti dell’autore, il quale, pur nella fedeltà alla poetica paterna, introduce elementi più tipicamente novecenteschi fino a dar spazio a una visione personale del paesaggio.
I Ciardi. Paesaggi e giardini
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