Mostra Grazia Varisco. Sensibilità percettive - Lecce

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/10/2022 Aggiornato il 16/11/2022
Dal al
Lecce (LE)
Regione: Puglia
Luogo: Fondazione Biscozzi | Rimbaud, piazzetta Baglivi 4
Telefono: 0832/1994743
Orari di apertura: 16-19; l’ultima domenica di ogni mese dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.fondazionebiscozzirimbaud.it
Sito web: www.fondazionebiscozzirimbaud.it
Organizzatore: Fondazione Biscozzi | Rimbaud
Note:
La mostra dedicata alla celebre artista Grazia Varisco in programma alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud è la terza mostra temporanea realizzata dalla nascita della Fondazione.

Grazia Varisco presenta una piccola ma preziosa mostra di diciassette opere che coprono l’intero arco della sua carriera, dalla fine degli anni Cinquanta al 2009, in un percorso in cui i singoli lavori costituiscono un corpo unitario, pur conservando ciascuno la propria originalità.

Della stagione cinetica, ultima grande avanguardia europea – che ebbe tra i suoi precursori futuristi, dadaisti, bauhausiani e costruttivisti, e di cui si ricordano mostre storiche a Parigi, Zagabria, Milano e New York – in mostra troviamo quattro opere di Grazia Varisco: Oggetto cinetico luminoso (1962), Variabile + Quadrionda 130, Scacchiera nera (1964), +Rossonero- (1968) e Oggetto ottico-cinetico (1968-1969), i primi due dotati di motore elettrico e dunque di un movimento connaturato all’opera stessa.
Qui la Varisco si basa sul concetto di frammentazione della luce, realizzata in diversi modi.

Negli anni Settanta l’artista sperimenta la manipolazione libera della carta e del cartoncino e l’apertura programmatica all’azione perturbante del caso, mantenendo sempre al centro l’analisi dei meccanismi percettivi.

Nascono serie fortunate come le Extrapagine e gli Extralibri: in mostra sono presenti quattro lavori come Meridiana 2 (1974), Extralibro (1975), Spazio potenziale (1976) e Extrapagina “Spartito musicale” (1977).

Nella seconda metà degli anni Ottanta, la Varisco crea il ciclo Fraktur, con l’osservazione degli angoli di raccordo tra due o tre piani ortogonali e uno studio delle soglie e delle disarticolazioni. In mostra troviamo Implicazioni B (1986), Incastro giallo (1987) e Fraktur - Ferro 1 (1997).
E poi, degli anni Duemila, Quadri comunicanti (2008) e Filo rosso (2009).

La mostra si chiude con Silenzi (2006), articolazione di piani e vuoti prodotta dalla sovrapposizione di semplici telai: un altro salto concettuale per interpretare il mondo di un’artista visionaria e ad alto tasso di creatività.

L'esposizione è stata proposta dal direttore scientifico e curatore Paolo Bolpagni e accolta con entusiasmo da Dominique Rimbaud, presidente della Fondazione, tra i cui scopi riveste un ruolo centrale l’educazione ai linguaggi del contemporaneo.

Dida: Grazia Varisco, Quadri comunicanti, 2008, quattro elementi in ferro e alluminio, 64 x 49 cm l'uno.
Grazia Varisco. Sensibilità percettive
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