Mostra Goccia a goccia dal cielo cade la vita. Acqua, Islam e Arte - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 14/04/2019 Aggiornato il 14/04/2019
Dal all'
Torino (TO)
Regione: Piemonte
Luogo: MAO Museo d'Arte Orientale, via San Domenico 11
Telefono: 011/4436932
Orari di apertura: 10-18; sabato e domenica 11-19. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Note:
Una grande mostra che racconta il rapporto tra acqua e Islam, dalle sue radici più antiche ai suoi tanti complessi sviluppi, sino alle necessità più recenti. Grazie ai prestiti concessi dalle più importanti istituzioni europee ed extraeuropee, da autorevoli collezionisti privati e alle preziose opere custodite al MAO, l’esposizione testimonia la varietà e la ricchezza di manufatti legati al tema e all’uso dell’acqua.

Tra gli oltre 120 manufatti esposti, vi sono bocche di fontane siriane, una brocca iznik del XII secolo, tappeti che coprono un arco temporale che va dal XVI al XIX secolo, una coppa in vetro iraniana del IX-X secolo, uno spargiprofumo del XII secolo proveniente dall’India, oltre a numerosi manoscritti.

L’allestimento gioca con il suono e il movimento dell’acqua, così da far immergere opere e visitatori in un paesaggio di armonie sonore e visive. Richiamando impianti e simboli, la mostra si suddivide in quattro temi principali, cominciando dall'importanza dell’acqua nella religione islamica: la parola del Corano, il pellegrinaggio, la preghiera, la purificazione.

La seconda sezione tratta il tema dell’hammam e dell’uso delle acque calde che risale alle civiltà più antiche, anche per il mondo islamico l’acqua purificava e curava. Anzi di più: l’acqua era considerata una manifestazione della stessa bontà divina.

Nella terza sezione si indaga il fondamentale ruolo dell’acqua da bere nel mondo islamico: l’uso pubblico e la convivialità. Fin dall’antichità l’approvvigionamento e il trasporto dell’acqua si sono avvalsi di grandi opere d’ingegneria, ma la conservazione e la distribuzione furono il punto cruciale. Ovunque e sin dall’inizio, i governanti musulmani si distinsero nella costruzione di grandi cisterne, migliorarono e ingrandirono la rete sotterranea di canalizzazioni.

L’ultimo tema, raccontato e mostrato, è quello dei giardini. Il modello del giardino islamico, che sul piano della cosmogonia islamica è percepito come una ripetizione del paradiso.
Su un piano funzionale, il giardino arabo risponde a delle attese precise. Il giardino arabo rimanda almeno in parte all’immagine dell’oasi: l’opposizione tra piante e deserto, tra luogo coltivato e terra di nessuno, tra nomade e sedentario.

La rassegna, a cura di Alessandro Vanoli con Ilaria Bellucci e Giovanni Curatola, prevede incontri con gli studiosi che hanno contribuito alla realizzazione della mostra e conferenze in collaborazione con il Politecnico di Torino.
Goccia a goccia dal cielo cade la vita. Acqua, Islam e Arte
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