Mostra Giulio Manfredi. L’oro invisibile - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 15/04/2019 Aggiornato il 15/04/2019
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Veneranda Biblioteca Ambrosiana, piazza Pio XI, 2
Telefono: 02/806921
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 15 euro; ridotto 10 euro
Note:
La Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ospita la mostra che presenta 12+1 opere preziose di Giulio Manfredi, creativo tra i più apprezzati a livello internazionale.
L’esposizione, che si tiene in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario del genio italiano del Rinascimento Leonardo da Vinci, si compone di tredici opere realizzate con materiali e pietre preziose, ciascuna di esse dedicate ai personaggi dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, conservata al Cenacolo di Santa Maria delle Grazie a Milano.

L’oro invisibile nasce da un lungo studio del capolavoro vinciano e da numerose visite al Cenacolo, durante le quali Manfredi entra in perfetta sintonia con esso, concentrandosi sulla simbologia delle figure degli apostoli e del Cristo, giungendo così all’obiettivo di reinventare l’opera leonardesca, più che a reinterpretarla.
Manfredi celebra la bellezza e interpreta l’armonia del capolavoro vinciano, recuperando i colori e i movimenti dei personaggi, nonché la misteriosa e sapiente composizione dell'Ultima Cena.

Riprendendo la struttura del Cenacolo, Giulio Manfredi pone come fulcro della sua opera la figura di Gesù, rappresentato da una corona sottile, ovvero una linea orizzontale di luce in oro bianco, con i simboli di un antico alfabeto che rappresentano i valori umani come la pace, la famiglia, l’amicizia; con al centro, un granato e un diamante, contrassegno di regalità.
Ogni scultura è ricca di riferimenti alla vita degli apostoli. Ecco allora che Giovanni, il discepolo preferito da Gesù, prende forma in un calice, che indica la fraternità, la convivialità e la gaiezza, impreziosito da smeraldi, simbolo di purezza e spiritualità.

Bartolomeo, conosciuto come grande predicatore che si spinse sino in India, rivive in calzari consumati per il lungo cammino, realizzati in oro rosa, argento e con una pietra color rosso-bruno, la sardonica, emblema di coraggio.

Matteo, autore del primo Vangelo è simboleggiato da una penna che descrive la sua metamorfosi da esattore a primo autore del Vangelo, in oro bianco e oro rosso, con l’inserimento, nella parte apicale della penna, di stelle di berillio nelle sue varianti più preziose, ovvero acquamarina, eliodoro, smeraldo o ancora Andrea è ricordato con una croce in oro rosa con malachite e zaffiro Ceylon, simbolo di speranza.

Il percorso espositivo, rappresentato in un polittico che riprende la sequenza dettata dall’Ultima Cena di Leonardo, è arricchito dai bozzetti preparatori delle opere.
L’esposizione è curata da Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, e Arnaldo Colasanti, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dell’Interno, della Regione Lombardia.

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