Mostra Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno - Montecatini-Terme

A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il
Aggiornato il
AVVERTENZA: la Redazione non assume alcuna responsabilità, e pertanto non potrà essere ritenuta responsabile, per eventuali errori di indicazione delle date dei vari eventi che sono da considerare puramente indicative. Invitiamo i lettori a verificare l’esattezza delle date e degli orari di svolgimento delle varie manifestazioni, contattando preventivamente gli organizzatori ai numeri di telefono corrispondenti o visitando il sito web corrispondente.
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
-
Montecatini-Terme (Pistoia)
La grande mostra in programma al Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) racconta la nascita e lo sviluppo dell’arte urbana, dalle origini preistoriche ai protagonisti della scena internazionale.
L'esposizione si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo.
Il percorso prende avvio da una considerazione semplice e universale: l’arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale.
Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti.
Il titolo della mostra richiama un filo invisibile che attraversa i secoli: se oggi Banksy incarna la street art nel mondo, già Giotto mostrava come l’immagine potesse parlare a tutti, trasformando muri e spazi pubblici in strumenti di comunicazione collettiva.
L’esposizione si sviluppa in più sezioni, costruite come ambienti narrativi capaci di restituire contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano.
La mostra è a cura di Bruno Ialuna.
Didascalia della foto sotto:
JACOPO-ALLEGRUCCI, Keith-Haring_2022_Collage-su-carta_cm202x162
L'esposizione si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo.
Il percorso prende avvio da una considerazione semplice e universale: l’arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale.
Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti.
Il titolo della mostra richiama un filo invisibile che attraversa i secoli: se oggi Banksy incarna la street art nel mondo, già Giotto mostrava come l’immagine potesse parlare a tutti, trasformando muri e spazi pubblici in strumenti di comunicazione collettiva.
L’esposizione si sviluppa in più sezioni, costruite come ambienti narrativi capaci di restituire contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano.
La mostra è a cura di Bruno Ialuna.
Didascalia della foto sotto:
JACOPO-ALLEGRUCCI, Keith-Haring_2022_Collage-su-carta_cm202x162
Regione: Toscana
Luogo: Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art), viale Giuseppe Verdi 46
Telefono: 366/7529702
Orari di apertura: 10-12; sabato, domenica e festivi 10,30-12,30; 16-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: www.mocamontecatini.it
Organizzatore: Mare Laboratorio di innovazione sociale


































