Mostra Gianni Berengo Gardin. Lo studio di Giorgio Morandi - Milano

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Milano
Intesa Sanpaolo apre al pubblico nel suo museo delle Gallerie d’Italia di Milano la mostra che costituisce uno dei focus espositivi del grande progetto diffuso Metafisica/Metafisiche, a cura di Vincenzo Trione, che si tiene anche a Palazzo Reale, alla Grande Brera-Palazzo Citterio e al Museo del Novecento.
La mostra intende raccontare la Metafisica come movimento artistico, come tendenza, come figura estetica e poetica del Ventesimo e Ventunesimo secolo, che ha influenzato non solo il panorama artistico, ma anche linguaggi come l’architettura, il design, la moda, la fotografia, il cinema, il teatro, la letteratura, il graphic novel e la musica.
La mostra rientra nel palinsesto Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 di cui Intesa Sanpaolo è Banking Premium Partner.
Nella serie di 26 fotografie esposte nel caveau delle Gallerie d’Italia, Berengo Gardin documenta l’ambiente raccolto dell’atelier bolognese di Morandi, prima che venisse smantellato (nel 1993).
Una cella monastica, isolata dal mondo esterno. Uno spazio riservato, all’interno del quale si compie la prodigiosa combinazione tra intenzione e gesto.
In questo antro si modula la poetica di un artista sorretto dalla convinzione secondo cui “non c’è nulla di più astratto del visibile”, animato dal sublime stupore di chi sa che l’“enigma” è qui, accanto a noi.
Da questa filosofia nasce una Metafisica fatta di fiaschi, di bottiglie e di piatti fermati da colori castigati, inchiodati in pose eterne, custoditi dentro una luce nebbiosa, lambita da ombre. Come un liquido che fa convivere momenti incoerenti.
Berengo Gardin entra nell’intimità di Morandi; propone un avventuroso “viaggio in una stanza” che ha la portata di una vera epica esistenziale.
Eccolo, allora, posare il suo sguardo poetico e rispettoso su frammenti tante volte osservati e ritratti nelle tele.
Con pudore, egli indugia su reperti di quotidianità: vasi, bottiglie, piatti, caffettiere e le altre cose che Morandi ha disposto nei suoi quadri.
Berengo Gardin sembra identificare il suo padre spirituale proprio nel pittore delle nature morte, che aveva insegnato a scorgere il mistero riposto nelle pieghe della vita, a cogliere la poesia struggente racchiusa nelle piccole cose, a far cantare la polvere.
Didascalia della foto sotto:
Gallerie d'Italia, ph Maria Parmigiani.
La mostra intende raccontare la Metafisica come movimento artistico, come tendenza, come figura estetica e poetica del Ventesimo e Ventunesimo secolo, che ha influenzato non solo il panorama artistico, ma anche linguaggi come l’architettura, il design, la moda, la fotografia, il cinema, il teatro, la letteratura, il graphic novel e la musica.
La mostra rientra nel palinsesto Olimpiade Culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 di cui Intesa Sanpaolo è Banking Premium Partner.
Nella serie di 26 fotografie esposte nel caveau delle Gallerie d’Italia, Berengo Gardin documenta l’ambiente raccolto dell’atelier bolognese di Morandi, prima che venisse smantellato (nel 1993).
Una cella monastica, isolata dal mondo esterno. Uno spazio riservato, all’interno del quale si compie la prodigiosa combinazione tra intenzione e gesto.
In questo antro si modula la poetica di un artista sorretto dalla convinzione secondo cui “non c’è nulla di più astratto del visibile”, animato dal sublime stupore di chi sa che l’“enigma” è qui, accanto a noi.
Da questa filosofia nasce una Metafisica fatta di fiaschi, di bottiglie e di piatti fermati da colori castigati, inchiodati in pose eterne, custoditi dentro una luce nebbiosa, lambita da ombre. Come un liquido che fa convivere momenti incoerenti.
Berengo Gardin entra nell’intimità di Morandi; propone un avventuroso “viaggio in una stanza” che ha la portata di una vera epica esistenziale.
Eccolo, allora, posare il suo sguardo poetico e rispettoso su frammenti tante volte osservati e ritratti nelle tele.
Con pudore, egli indugia su reperti di quotidianità: vasi, bottiglie, piatti, caffettiere e le altre cose che Morandi ha disposto nei suoi quadri.
Berengo Gardin sembra identificare il suo padre spirituale proprio nel pittore delle nature morte, che aveva insegnato a scorgere il mistero riposto nelle pieghe della vita, a cogliere la poesia struggente racchiusa nelle piccole cose, a far cantare la polvere.
Didascalia della foto sotto:
Gallerie d'Italia, ph Maria Parmigiani.
Regione: Lombardia
Luogo: Gallerie d’Italia – Milano, Museo di Intesa Sanpaolo, piazza della Scala 6
Telefono: 800/167619
Orari di apertura: 9,30-19,30; giovedì 9,30-22,30. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.gallerieditalia.com
Sito web: www.gallerieditalia.com
Organizzatore: Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia, con la casa editrice Electa

























