Mostra Giacomo Balla. Genio Futurista - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/04/2019 Aggiornato il 01/04/2019
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Gallerie d'Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, piazza Scala 6
Telefono: 800/167619
Orari di apertura: 9,30-19,30; giovedì 9,30-22,30. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Note:
Le Gallerie d’Italia - Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, ospitano "Il Genio Futurista" di Giacomo Balla (Torino, 1871 - Roma, 1958) della Collezione Biagiotti, una delle opere più rappresentative del Futurismo. La monumentale opera (olio su tela d’arazzo, cm 279x381, la più grande mai realizzata da Balla) fa parte della ricca collezione di opere di Giacomo Balla raccolte dalla famiglia Biagiotti con la direzione scientifica di Fabio Benzi.

L’opera dipinta ad olio viene realizzata da Balla per l’Exposition des Arts décoratifs modernes tenutasi a Parigi nel 1925, dove è esposta per la prima volta proprio nel padiglione delle arti decorative insieme ad altre sue realizzazioni: Mare vele vento, Farfalle in movimento e Fiori futuristi.
La mostra parigina sancisce la larghissima e ormai capillare diffusione internazionale delle idee dei Futuristi che, interpretando le teorie di Filippo Tommaso Marinetti, avevano già nel decennio precedente operato una vera e propria rivoluzione in campo ideologico e artistico e dato voce allo slancio che aprirà la strada alle avanguardie internazionali.
Il mito della velocità, del dinamismo, si lega ad un nuovo concetto di arte, che i Futuristi intendono non più come semplice rappresentazione, ma come azione concreta sul mondo, che nei temi affrontati si traduce in un inno alla modernità, al progresso ed incarna la visione ottimista e progressista di inizio secolo.

L’arazzo Genio futurista è la rappresentazione precisa e riassuntiva di un processo geniale che porta l’artista alla coscienza dei rapporti dinamici dell’universo, a rappresentarli come forme e colori puri, avanguardia non solo di forme, ma anche e soprattutto di intuizioni intellettuali, di dimensioni che superano il visibile e danno corpo all’invisibile, come lo stesso Balla affermava nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo (1915).
Giacomo Balla. Genio Futurista
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