Mostra GIACINTO BOSCO. DOPPIO SOGNO. L’amore tra mitologia e mitografia - Iseo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/06/2022 Aggiornato il 12/06/2022
Dal al
Iseo (BS)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Lombardia
Luogo: Lungolago e L’Arsenale, vicolo Malinconia 2
Telefono: 030/981011
Orari di apertura: 16-19 giovedì e venerdì; 10,30-12,30; 16-22 sabato; domenica e festivi 10,30-12,30; 16-19
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.giacintobosco.com; www.liquidartsystem.com
Organizzatore: Comune di Iseo in collaborazione con la Fondazione L’Arsenale
Note:
Iseo rende omaggio a Giacinto Bosco (Alcamo, TP, 1956), uno degli scultori figurativi più accreditati e riconoscibili del panorama artistico italiano, tra quelli che proseguono la tradizione classica del Novecento.

Il Lungolago e l’Arsenale accolgono 40 opere in bronzo, alcune monumentali, in grado di ripercorrere il percorso creativo dell’artista siciliano.
La mostra presenta una serie di sculture di grandi dimensioni, la più imponente alta 6 metri, che rappresentano al meglio la poetica di Giacinto Bosco, in cui la solidità del bronzo viene messa al servizio della leggerezza del sentimento d’amore.

Alcune delle creazioni di Bosco ruotano attorno al tema della luna, una delle sue cifre espressive più caratteristiche e riconoscibili, in cui figure elementari quanto struggenti, che spesso anelano un contatto col satellite terrestre, sembrano librarsi mentre si dondolano su altalene appese al cielo, o tentano esercizi di equilibrio tenendosi sollevati su sedie e scale, arrampicandosi su funi.

Da esse traspare la solennità di sentimenti antichi e primari, come quello dello stupore umano di fronte all’astro notturno, che fu cantato da poeti quali Ariosto, Leopardi e Borges e che ispirò musicisti quali Beethoven e Debussy che, a loro volta, sono modelli culturali e della tradizione per Bosco.
A queste opere si aggiungono quelle in cui l’artista riflette sul mito dell’amore.

La mostra è curata da Angelo Crespi.
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