Mostra “Gaijin. Lo straniero”, Tom Porta - Varese

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 06/04/2022 Aggiornato il 06/04/2022
Dal al
Varese (VA)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: PUNTO SULL’ARTE, viale Sant’Antonio 59/61
Telefono: 0332/320990
Orari di apertura: 9,30-17. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.puntosullarte.com
Organizzatore: PUNTO SULL’ARTE
Note:
Tom Porta (Milano, 1970), è uno dei pittori più raffinati della sua generazione, artista figurativo che si connota per uno stile lirico in cui mischia sapientemente il gusto della tradizione italiana con le nuove tendenze pittoriche internazionali.

In questa ultima serie, “Gaijin. Lo straniero”, Tom Porta completa un lungo percorso di ricerca dedicato al Giappone e al suo immaginario. Sulla scorta dei grandi viaggiatori dell’Ottocento, soprattutto francesi, che videro nel Sol Levante l’ultima terra esotica da esplorare, Tom Porta riconfigura la moda del Japonisme alla luce della contemporaneità.
In mostra 30 dipinti realizzati su tela e su carta e la sua opera composta da 36 vedute del Monte Fuji.

Il fenomeno del Japonisme ebbe una larga diffusione a Parigi soprattutto quando alcuni grandi collezionisti, si pensi ad Henri Cernuschi o ai fratelli Goncourt, o alcuni importanti critici d’arte come per esempio Theodor Duret, vero ispiratore del movimento degli impressionisti, cominciarono ad interessarsi di arte orientale.
Molti dei più autorevoli artisti dell’epoca – Monet, Degas, Manet, Pissarro… solo per citarne alcuni – furono influenzati delle opere di Utamaro e di Hokusai, e spesso adeguarono il loro modo di dipingere alla leggerezza orientale.

Allo stesso modo fa Tom Porta, più di un secolo dopo, contrapponendo al gesto e alla velocità tipica dell’arte occidentale la paziente meticolosità dei maestri orientali, perlustrandone i temi, la grazia, la forza, il simbolismo, la natura come divina guida spirituale.

Ecco dunque la reinterpretazione delle 36 viste del monte Fuji di Hokusai, da guardare con l’occhio del visitatore contemporaneo; ecco la rarefazione delle geishe di Kitagawa Utamaro, ma con un intento neo impressionista; ecco le vedute più classiche ma prese con la sveltezza del fotografo appena giunto in un paese schiusosi al resto del mondo.

La mostra è a cura di Angelo Crespi.

Dida: Tom Porta, Light blue dress, 2021, acrilico su tela, 100x100 cm
“Gaijin. Lo straniero”, Tom Porta
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