Mostra Futurismo - Pisa

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/10/2019 Aggiornato il 17/10/2019
Dal al
Pisa (PI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Toscana
Luogo: BLU | Palazzo d’arte e cultura Fondazione Palazzo Blu, lungarno Gambacorti 9
Telefono: 02/92897755; 02/92897793
Orari di apertura: 10-19; sabato e domenica 10-20
Costo: 12 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.futurismopisa.it
Sito web: www.futurismopisa.it; www.palazzoblu.it
Organizzatore: Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre con la collaborazione di Fondazione Pisa
Note:
Attraverso più di cento opere dei maestri del futurismo (in grande maggioranza, dipinti museali o d’importanti collezioni private, oltre ad alcuni disegni, progetti e oggetti d’arte), la rassegna si propone, per la prima volta, di provare come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini dirompenti, innovative e straordinariamente felici sul piano artistico.

Ogni opera è stata dunque scelta, oltre che per la sua qualità, per l’aderenza ai punti teorici fondativi del movimento. E dei numerosi artisti visivi che, nel tempo si unirono al futurismo, sono stati inseriti i soli firmatari dei manifesti presi in esame.

Il percorso è aperto dagli esordi divisionisti comuni ai cinque “futuri futuristi”: Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini.

Divisa in sezioni intitolate ognuna a un manifesto, la mostra attraversa poi trent’anni di arte futurista, iniziando dal 1910, quando uscirono i due manifesti pittorici firmati dai giovani “padri fondatori”. Di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini sono esposti numerosi capolavori ispirati con evidenza a quei due testi. Immediatamente dopo, si esplorano le emozionanti trascrizioni visuali del Manifesto della scultura futurista, 1912, steso dal solo Boccioni dopo il viaggio a Parigi di quell’anno.

Entrano poi in gioco le “parole in libertà”, i cui principi furono formulati da F.T. Marinetti, in più manifesti, sin dal 1912, e i nuovi modelli architettonici, dettati nel 1914 da Antonio Sant’Elia nel testo L’architettura futurista.

Con Ricostruzione futurista dell’universo, 1915, di Giacomo Balla e Fortunato Depero, si assiste alla nuova volontà dei due artisti di diffondere i modelli formali del futurismo sull’intera esperienza umana, in una spinta d’innovazione ignota alle altre avanguardie europee. A illustrarla sono dipinti, sculture, oggetti, bozzetti, giocattoli realizzati dai due autori.

In esposizione anche L’arte meccanica, 1922, documento firmato da Enrico Prampolini, Vinicio Paladini, Ivo Pannaggi, che connotò con i suoi modelli geometrici e “industriali” l’arte visiva dell’intero decennio, mentre il congedo è affidato al Manifesto dell’Aeropittura, 1931, firmato da Marinetti con Balla, Benedetta (Cappa Marinetti), Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Somenzi, Tato, che per tutti gli anni ’30 ispirò opere suggestive e spettacolari, qui esposte al piano superiore.

La mostra, curata da Ada Masoero, è organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre.

Futurismo
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