Mostra Futurama. Nostalgia di futuro - Nuoro

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Nuoro
FUTURAMA conclude la trilogia espositiva del MAN dedicata alle modalità con cui l’essere umano costruisce il proprio rapporto con il reale, con l’ambiente e con il tempo, e si concentra sull’immaginazione del futuro come dispositivo culturale, politico ed emotivo.
Il percorso espositivo si snoda attraverso oggetti iconici del design anni Sessanta, caratterizzato da un approccio estetico che materializza visioni fantastiche con forme e colori; ma è anche arricchito da una sezione di moda a cura di Michela Gattermayer.
Parallelamente, la fantascienza ha popolato l’immaginario collettivo di robot, viaggi interplanetari e società ipertecnologiche.
In questo orizzonte, anche la cultura popolare ha giocato un ruolo decisivo. I primi robot giocattolo giapponesi degli anni Cinquanta, ispirati alla fantascienza americana e anticipatori dei grandi “super robot” dell’animazione, traducevano in forma ludica la fascinazione per la macchina come alleata dell’uomo.
Tra i nuclei più intensi, le video installazioni di una filmografia fantascientifica, dedicata alla corsa allo Spazio, dove la guerra fredda tra le due super potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, si trasferì all’epoca.
La mostra ricostruisce questa stagione di fiducia radicale nel progresso come una vera e propria utopia estetica, in cui la tecnologia non era percepita come minaccia, ma come promessa di liberazione dal lavoro, dalle privazioni e perfino dalla morte.
Tuttavia, la mostra mette progressivamente in luce le crepe di questo scenario.
Negli ultimi decenni, eventi traumatici globali hanno ulteriormente incrinato l’orizzonte futuribile: conflitti, crisi finanziarie, catastrofi ambientali, pandemie e nuove guerre hanno riportato al centro la vulnerabilità sistemica delle società contemporanee.
La mostra legge questa condizione come espressione del paradosso dell’ipermodernità: un’epoca caratterizzata da accelerazione continua, sovraccarico informativo e trasformazioni rapidissime, che producono al contempo entusiasmo e ansia, possibilità illimitate e senso di perdita di controllo.
La mostra introduce così il concetto di “nostalgia di futuro”: una tensione emotiva in cui il desiderio di un domani migliore persiste, pur confrontandosi con l’incertezza del presente.
La mostra è a cura di Chiara Gatti e Elisabetta Masala in collaborazione con Storyville.
Il percorso espositivo si snoda attraverso oggetti iconici del design anni Sessanta, caratterizzato da un approccio estetico che materializza visioni fantastiche con forme e colori; ma è anche arricchito da una sezione di moda a cura di Michela Gattermayer.
Parallelamente, la fantascienza ha popolato l’immaginario collettivo di robot, viaggi interplanetari e società ipertecnologiche.
In questo orizzonte, anche la cultura popolare ha giocato un ruolo decisivo. I primi robot giocattolo giapponesi degli anni Cinquanta, ispirati alla fantascienza americana e anticipatori dei grandi “super robot” dell’animazione, traducevano in forma ludica la fascinazione per la macchina come alleata dell’uomo.
Tra i nuclei più intensi, le video installazioni di una filmografia fantascientifica, dedicata alla corsa allo Spazio, dove la guerra fredda tra le due super potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, si trasferì all’epoca.
La mostra ricostruisce questa stagione di fiducia radicale nel progresso come una vera e propria utopia estetica, in cui la tecnologia non era percepita come minaccia, ma come promessa di liberazione dal lavoro, dalle privazioni e perfino dalla morte.
Tuttavia, la mostra mette progressivamente in luce le crepe di questo scenario.
Negli ultimi decenni, eventi traumatici globali hanno ulteriormente incrinato l’orizzonte futuribile: conflitti, crisi finanziarie, catastrofi ambientali, pandemie e nuove guerre hanno riportato al centro la vulnerabilità sistemica delle società contemporanee.
La mostra legge questa condizione come espressione del paradosso dell’ipermodernità: un’epoca caratterizzata da accelerazione continua, sovraccarico informativo e trasformazioni rapidissime, che producono al contempo entusiasmo e ansia, possibilità illimitate e senso di perdita di controllo.
La mostra introduce così il concetto di “nostalgia di futuro”: una tensione emotiva in cui il desiderio di un domani migliore persiste, pur confrontandosi con l’incertezza del presente.
La mostra è a cura di Chiara Gatti e Elisabetta Masala in collaborazione con Storyville.
Regione: Sardegna
Luogo: MAN Museo d’arte provincia di Nuoro, via Sebastiano Satta 27
Telefono: 0784/252110
Orari di apertura: 10-20. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.museoman.it/
Sito web: https://www.museoman.it/
Organizzatore: MAN_Museo d’arte provincia di Nuoro





























