Mostra Francesca Leone. Ulteriori gradi di libertà, nella città che resiste - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 09/09/2021 Aggiornato il 09/09/2021
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Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Gallerie d’Italia – Piazza Scala, piazza della Scala 6
Telefono: 800/167619
Orari di apertura: 9,30-19,30. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro dal 10 settembre al 3 ottobre; 5 euro; ridotto 3 euro dal 3 ottobre al 7 novembre
Dove acquistare: www.gallerieditalia.com
Sito web: www.gallerieditalia.com
Organizzatore: Gallerie d’Italia – Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano
Note:
Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano la mostra dedicata a Francesca Leone.
Un progetto site specific dell’artista romana che prevede l’esposizione di opere realizzate con materiali poveri quali cemento, ferro, lamiera, riconnettendo materie usurate e abbandonate con la loro bellezza e autorità perduta o con i significati e le funzioni che esse avrebbero potuto assumere, se non le avessimo ridotte appunto a semplici materiali di scarto.

Francesca Leone utilizza ogni dettaglio dell’architettura della sala come per gettare le fondamenta di un’architettura ulteriore, che non si limita a evocare ma che costruisce “mattone su mattone”. In questo senso l’artista sviluppa un’architettura che potremmo definire ulteriore, che cioè non nega la realtà che abitiamo, ma non si rassegna ad essa. Sono atti di resistenza rispetto alla città digitale, globalizzata, inquinata, pandemica, impaurita o indifferente, espropriata e controrivoluzionaria in cui ci siamo ridotti a sopravvivere.

L’allestimento della mostra presenta otto opere di Francesca Leone poste in dialogo con due opere di Mimmo Rotella e Ugo La Pietra, entrambe dalle collezioni di Intesa Sanpaolo, che esprimono una visione e un’esperienza affini nel tentativo di reinventare la realtà che ci circonda.

Senza titolo (1948) di Mimmo Rotella appartiene a una fase successiva al suo incontro con gli artisti di Forma1 (con il loro progetto di far coesistere astrazione e figurazione) e precedente all’invenzione del décollage in cui, all’inizio degli anni Cinquanta, Rotella inizia a strappare dai muri manifesti pubblicitari e a rilavorarli per scoprire iconografie nuove e impreviste, operando lungo una linea che del collage cubista e dal ready made dadaista giunge alla gestualità informale.

In Dai gradi di libertà: recupero e reinvenzione (1975) l’architetto, designer e artista Ugo La Pietra analizza la separazione fra la “città che sale", per usare una metafora boccioniana di utopico slancio verso il futuro, e la città residuale che invece ne deriva in basso, come conseguenza.

Tutte le opere di Francesca Leone, anche quelle in questa mostra, cercano di far coesistere più cose, più spazi e tempi, più visioni e esperienze fra loro, ed ecco perché vogliono coesistere nel nostro stesso mondo a partire dall’architettura che condividiamo con loro ma, al contempo, non l’accettano, esse scolpiscono la realtà che ci circonda ma, insieme, anche tutte le possibilità che essa incarna.

Queste opere continuano a rivendicare proprio la persistenza di quegli ulteriori gradi di libertà che, se non ci sono di fatto facilmente concessi, sono comunque ancora possibili, e quindi rintracciabili e praticabili, continuando a ricordare e a immaginare, a recuperare e reinventare le molteplici storie di quella città-mondo che intorno a noi ancora, nonostante tutto, resiste.

La mostra è a cura di Andrea Viliani.
Francesca Leone. Ulteriori gradi di libertà, nella città che resiste
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