Mostra FOTO/INDUSTRIA 2021. V Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro. Food - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/10/2021 Aggiornato il 11/10/2021
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione MAST, via Speranza 42
Telefono: 051/6474345
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fotoindustria.it
Organizzatore: Fondazione MAST
Note:
La Fondazione MAST presenta la quinta edizione di FOTO/INDUSTRIA, la prima Biennale al mondo
dedicata alla fotografia dell’Industria e del Lavoro, con 10 mostre in sedi storiche del centro cittadino e una al MAST.
Titolo di Foto/Industria 2021 è Food, un tema di fondamentale importanza per il suo inscindibile
legame con macroscopiche questioni di ordine filosofico e biologico, storico e scientifico, politico e
economico.

Al centro della Biennale si trova il soggetto dell’industria alimentare: il bisogno primario del cibo si
sovrappone a quello delle immagini, in un percorso che si sviluppa all’interno di una materia insieme
senza tempo e di stringente attualità, considerati i rapidi sviluppi di un settore che risponde alle più
importanti trasformazioni in atto su scala globale: la questione demografica, il cambiamento climatico
e la sostenibilità.

Tra i principali argomenti trattati nelle 11 mostre in programma, che ripercorrono un secolo di storia
dagli anni Venti a oggi figurano: l’industria alimentare e il suo impatto sul territorio; il rapporto tra
cibo e geografia; la meccanizzazione della coltivazione e dell’allevamento; la questione del grano;
l’evoluzione del cibo nel corso del tempo; l’alimentazione organica e naturale; la cucina; le tradizioni
locali; i mercati; la pesca nei mari e nei fiumi.

I fotografi, di caratura internazionale, sono undici, tre italiani e otto stranieri.

I fotografi italiani:
Ando Gilardi è il protagonista della mostra “Fototeca” al MAST con una combinazione di reportage fotografici e materiali estratti dal pioneristico archivio iconografico che ha fondato nel 1959 (la mostra proseguirà fino al 2 gennaio 2022);
Maurizio Montagna ha realizzato “Fisheye” appositamente per questa Biennale, progetto dedicato al fiume Sesia e alla sua valle (Collezione di Zoologia del Sistema Museale di Ateneo - Università di Bologna);
Lorenzo Vitturi in “Money Must Be Made” fotografa Balogun, il mercato di strada di Lagos in Nigeria, uno dei più grandi del mondo (Palazzo Pepoli Campogrande - Pinacoteca Nazionale di Bologna).

I fotografi stranieri:
Hans Finsler ha realizzato nel 1928 la serie “Schokoladenfabrik” su commissione dell’azienda dolciaria Most (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae – San Giorgio in Poggiale);
Herbert List, fotografo tedesco membro della Magnum Photos. Nella mostra “Favignana” sono esposte 41 immagini sulla mattanza dei tonni avvenuta nell’isola nel 1951 (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae – Palazzo Fava, salone “Mito di Giasone e Medea”);
il francese Bernard Plossu ha fotografato spezzoni di vita in tutto il mondo e ritratti legati a persone e cibo nella quotidianità in “Factory of Original Desires” (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Genus Bononiae – Palazzo Fava, sale "Le avventure di Enea”);
Mishka Henner, “In the Belly of the Beast” è un’esposizione sul rapporto tra uomo, animali e tecnologia in un processo incessante fatto di consumo, digestione e scarto (Palazzo Zambeccari - Spazio Carbonesi);
il giapponese Takashi Homma nella mostra “M + Trails” da un lato raccoglie e mette a confronto le facciate dei negozi di McDonald’s nel mondo soffermandosi su differenze e analogie, dall’altro immortala le tracce di sangue lasciate dai cacciatori di cervi in Giappone (Padiglione dell'Esprit Nouveau);
l’olandese Henk Wildschut con “Food”si concentra sulle più avanzate tecnologie dell’industria alimentare sviluppate per aumentare il volume della produzione (Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna - Palazzo Paltroni);
l’artista americana Jan Groover nota per le sue nature morte (“Laboratory of forms“, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna), una retrospettiva di tutta la sua carriera a partire dalle celebri nature morte riprese nella cucina della sua abitazione, che dialogano con le opere del pittore bolognese Giorgio Morandi custodite nelle sale del MAMbo (la mostra proseguirà fino al 2 gennaio 2022);
la ricercatrice e attivista palestinese Vivien Sansour (“Palestine Heirloom Seed Library”, un progetto per salvaguardare antiche varietà di semi e proteggere la biodiversità, Palazzo Boncompagni).

Le mostre sono come di consueto accompagnate da un corposo programma di eventi a ingresso
libero: visite guidate con gli artisti, talk, workshop di fotografia, performance, proiezioni, tavole
rotonde e attività didattiche.
I mediatori culturali presenti nelle sedi delle mostre sono studenti dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, che collabora da anni con la Fondazione Mast.

La Biennale è curata da Francesco Zanot.

Foto:
Ando Gilardi, Giovani donne portano zucche sulla testa. "Le zucche, d’estate sono
mangime, d’inverno cibo”. Quando il gallo canta a Qualiano, ampia
fotoinchiesta di Gilardi sulla sindacalizzazione dei braccianti agricoli, in
questo paese particolarmente sentita. Qualiano (Napoli), ottobre 1954.
© Fototeca Gilardi

FOTO/INDUSTRIA 2021. V Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro. Food
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