Mostra Flashback Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto. Giammarco Cugusi Paghi la mossa. Di un’integrazione precaria (2020) - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 25/11/2020 Aggiornato il 25/11/2020
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Torino (TO)
ATTENZIONE
Le mostre possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è preferibile verificare direttamente con gli organizzatori o sul sito, prima di recarsi sul posto.
Regione: Piemonte
Luogo: Piazza Bottesini
Telefono: 011/19464324
Orari di apertura: 24 ore su 24
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: http://www.flashback.to.it/it/expo-2020/
Organizzatore: Promoter Associazione Flashback
Note:
Torino presenta il settimo manifesto di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto dalla fiera d’arte Flashback: Paghi la mossa. Di un’integrazione precaria di Giammarco Cugusi (2020).

Il tema è Ludens, ispirato al racconto di fantascienza La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga: il gioco inteso dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come attività sacra.

Quest’anno il progetto Opera Viva Barriera di Milano si estende nel tempo, grazie al sostegno delle istituzioni pubbliche e private torinesi, come fa la fiera stessa nella sua versione online (http://www.flashback.to.it/it/expo-2020/).

Ci saranno, infatti, altri due appuntamenti con i manifesti 6x3 in Piazza Bottesini da ora a dicembre con le opere di Gianmarco Cugusi e di Luisa Turuani, che si sono classificate subito dopo i due vincitori della open call nella valutazione della giuria.

L’opera di Cugusi fa parte di una serie di 45 fotografie scattate con il cellulare, un progetto che è tutt’ora in corso ed è frutto di una collaborazione con l’organizzazione Save the Children e con la comunità del quartiere milanese Giambellino.

Da mesi l’autore colleziona immagini dei ragazzi del quartiere che gli fanno il gioco “paghi la mossa”. Come funziona? Se guardi nel buco formato dalle dita, ma non devi, ricevi un colpo, paghi cioè per aver fatto una mossa sbagliata.

Il “pagare la mossa” si fa metafora dell’esclusione sociale, del pagare per uno sguardo sbagliato e affonda le radici nella condizione di svantaggio socioeconomico che questi adolescenti vivono; pagano “l’integrazione precaria” che rischia spesso di trasformarsi in vera e propria emarginazione, ma dimostrano comunque la loro volontà di entrare in contatto.

L’opera di Giammarco Cugusi è una riflessione dedicata a una comunità che, pur conoscendo e abitando il “margine”, ci mostra e ci dimostra che cosa vuol dire amare, stare insieme, vivere con l’altro e gli altri nella diversità.
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