Mostra Eva Marisaldi – Enrico Serotti. Per vari motivi – Parte II - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 20/01/2026 Aggiornato il 20/01/2026
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Bologna
Il Museo internazionale e biblioteca della musica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospita l'intervento espositivo di Eva Marisaldi ed Enrico Serotti, a cura di Pier Paolo Pancotto.

Nell'affascinante contesto architettonico dello storico Palazzo Sanguinetti, sede del museo, si susseguono una serie di nove opere sonore o legate al tema del suono (inteso in tutte le sue possibili articolazioni tecniche e semantiche) realizzate da Eva Marisaldi (Bologna, 1966) ed Enrico Serotti (Bologna, 1960) nel corso degli ultimi venti anni, alcune delle quali raramente fruibili o riattivate per l’occasione.

La rassegna bolognese si compone di tre installazioni acustiche:
Panica (2024), un complesso di nove timpani azionati automaticamente che suonano l'ouverture della favola pastorale L’Orfeo di Claudio Monteverdi esposti nella Sala 1 (Introduzione al percorso museale), in quella “delizia di verdure” che vede protagoniste al centro della sala le due arpe cromatiche e i due cornetti protagonisti dell’opera, a richiamare il canto con cui Orfeo ammalia e induce al sonno Caronte;
Tarlo malgascio (2016), allestita nella Sala 3 (Gli amici di padre Martini), che ricrea i rumori emessi da un tarlo all’interno di un armadio in Madagascar e Last flight (2025), che rievoca idealmente le note emesse da un antichissimo flauto neolitico, accostata alla collezione di flauti storici esposti nella Sala 5 (Libri per musica e strumenti secoli XVI e XVII).

Nella Sala 6, dedicata a Farinelli e all’opera del Settecento, trova ambientazione la macchina scenica Surround (2023), ispirata al vronteion greco, precursore del cosiddetto surround: il suono che emette è una specie di rombo di tuono, che veniva utilizzato per evocare l'ira degli Dei durante le rappresentazioni teatrali seicentesche.

Nella Sala 9, che conclude il viaggio musicale del museo con due personalità fondamentali del Novecento musicale bolognese quali Giuseppe Martucci (1856-1909) e Ottorino Respighi (1879-1936), l’installazione audiovisiva Democratic psychedelia (2007), una specie di "juke-box eterno" che genera, senza mai ripetersi, una serie infinita di musiche ed immagini animate, dialoga con il radiogrammofono Fonoletta XI prodotto nel 1933 e appartenuto allo stesso Respighi.

A queste opere sonore si alternano tre lavori “muti” riferibili al concetto di assenza di suono e di intervallo/variazione di tempo.

Nella Sala 4 (L’idea della musica), dedicata ai più importanti trattati dei teorici musicali che lavorarono fra Quattrocento e Seicento, è esposto il lavoro Molti anni (2015-2025), due palme giocattolo, una in plastica ed una in metallo, per ricordare fasi storiche e culturali distanti tra loro.

Nella Sala 7 (Gioachino Rossini e l'Opera nell'Ottocento) si inserisce Un anno (2015-2025), un copricapo in piume esposto per un anno alla luce e poi, per dieci, chiuso al buio di un magazzino, mentre la Sala 8 (Libri per musica e strumenti secoli XVIII e XIX) viene abitata da Nove estati (2016-2026), frammenti tessili scoloriti dai raggi del sole e lo scorrere degli anni.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34
Telefono: 051/2757711
Orari di apertura: 11-13,30; 14,30-18,30 martedì, mercoledì, giovedì; 10-13,30; 14,30-19 venerdì; 10-19 sabato, domenica, festivi. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: www.museibologna.it/musica
Sito web: www.museibologna.it/musica
Organizzatore: Galleria de' Foscherari in collaborazione con il Museo della Musica