Mostra Etruschi Maestri Artigiani. Nuove prospettive da Cerveteri e Tarquinia - Cerveteri

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/08/2019 Aggiornato il 10/08/2019
Dal al
Cerveteri (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Museo Nazionale Archeologico Cerite, piazza Santa Maria; Necropoli della Banditaccia, via della Necropoli 43/45
Telefono: 06/9941354
Orari di apertura: 8,30-19,30. Lunedì chiuso
Costo: 6 ero; ridotto 2 euro.; cumulativo Museo + Necropoli con validità due giorni 10 euro; agevolato 4 euro
Note:
Dedicata agli Etruschi e alla loro cultura, la mostra si svolge a Cerveteri, nelle due sedi del Museo Nazionale Archeologico Cerite e della Necropoli della Banditaccia, e a Tarquinia, al Museo Archeologico Nazionale e alla Necropoli dei Monterozzi. Tanti i reperti archeologici, le fonti storiche e le testimonianze epigrafiche accumulati in entrambe le città lungo il millenario sviluppo della civiltà etrusca.
Questa situazione d’eccellenza è valsa, esattamente 15 anni fa, nel 2004, alle necropoli di Cerveteri e Tarquinia, e alla rispettiva zona di rispetto, l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO.

Il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, celebra questo importante anniversario nelle quattro sedi del Museo e della Necropoli di Cerveteri e del Museo e della Necropoli di Tarquinia.

L’esposizione, curata da Andrea Cardarelli e Alessandro Naso, rilegge le prestigiose raccolte già esistenti nei due musei, anche grazie ai confronti offerti dalla presenza di importanti prestiti come alcuni capolavori ceramici conservati a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e alcuni celebri oggetti preziosi della Tomba Regolini Galassi, appartenenti alle collezioni dei Musei Vaticani, che per la prima volta tornano a Cerveteri, dove furono scoperti.

Con l’intento di far apprezzare la complessità delle operazioni richieste dall’articolata catena artigianale, si è quindi deciso di riprodurre come oggetto-campione un elmo bronzeo di particolare prestigio e significato socio-economico della prima età del Ferro (fine X - VIII sec. a.C.), riprendendo in video le fasi della sequenza produttiva per mostrarle accanto agli oggetti originali e alle riproduzioni.

I visitatori possono ammirare sotto una nuova luce oggetti di pregio, come l’eccezionale corredo della tomba tarquiniese con la celebre situla (un particolare tipo di vaso cilindrico) dell’inizio del VII secolo a.C. recante il nome in caratteri geroglifici del faraone Bocchoris, ma anche una tromba-lituo, uno scudo e una scure in bronzo finemente decorati, sepolti nel VII secolo a.C. come offerta rituale in un antico deposito votivo di Tarquinia.

Dalla fine del VI all’inizio del V sec. a.C. l’importazione di vasellame dipinto da varie regioni della Grecia, con la preminenza assoluta dell’Attica e di Atene in particolare, raggiunse l’apogeo: molti vasi dell’epoca, opportunamente evidenziati nell’esposizione, riportano scene suggestive, che costituirono al tempo un potente ed efficace veicolo di diffusione della cultura e della mitologia dei Greci anche nell’Italia centrale.

Ne è testimonianza uno degli oggetti più famosi conservati nel Museo di Cerveteri: il cratere di Euphronios, noto capolavoro della produzione attica, che un etrusco ha voluto per sé e nella sua dimora eterna. La presenza di opere realizzate direttamente da artisti greci ha poi stimolato in Etruria una ricca produzione locale, testimoniata ad esempio dal gruppo delle idrie (vasi per contenere bevande) ceretane con il loro stile originale e immediatamente riconoscibile.



Etruschi Maestri Artigiani. Nuove prospettive da Cerveteri e Tarquinia
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