Mostra Esteban Vicente. Il pittore della realtà - Roma

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Roma
La mostra dedicata a Esteban Vicente (Turégano, Segovia, 1903 - Long Island, New York, 2001) riunisce, per la prima volta in Italia, trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra.
Nel 1936, Esteban Vicente, contemporaneamente allo scoppio della Guerra Civile spagnola, decise di trasferirsi a vivere negli Stati Uniti, paese che non avrebbe più lasciato fino alla fine della sua vita.
Lì, nel corso di più di sessant'anni, fu in grado di tessere relazioni umane e professionali che gli permisero di far parte della corrente dell’Espressionismo Astratto Americano, frequentando i suoi principali rappresentanti ed essendo apprezzato dai critici e dai galleristi più importanti.
A questa rete di contatti si aggiunse il suo bagaglio di artista spagnolo; prima della partenza, era riuscito a visitare alcune delle capitali più importanti dell’arte in Europa, come Parigi e Londra, dove stabilì relazioni significative, riuscendo allo stesso tempo ad assimilare le più avanzate tendenze artistiche del suo tempo.
Grazie a tutto ciò le creazioni artistiche di Vicente costituiscono un'opera singolare e piena di interesse e qualità sia nell'ambito della produzione nordamericana sia dell'arte spagnola della seconda metà del XX secolo.
Luce e colore sono infatti elementi centrali dell'opera di Esteban Vicente fin dall'inizio della sua carriera. Le vivide forme astratte di Vicente sono al tempo stesso illimitate, prive di demarcazione basata sulla linea e, come lui stesso osserva, "austere".
Quest'ultimo tratto tradisce la profonda convinzione di Vicente secondo cui le scelte di tavolozza di un artista dovrebbero essere decise e dense.
Gli anni Ottanta segnano un ritorno alla natura come principale fonte di ispirazione; le forme organiche, ampie e diverse, conquistano la superficie del quadro sulla quale l'artista lavora con maggiore libertà, con una maggiore ricchezza e variazione nella tavolozza dei colori.
Durante gli anni Novanta, combina l'aerografo con lo stencil e i gesti del pennello. I colori sono più intensi e vari e da essi emana una luce ardente in un'atmosfera serena.
Dal 1996 abbandona l'aerografo e progressivamente sperimenta un leggero ritorno alla figurazione. Il pigmento si va diluendo fino a diventare quasi trasparente.
L’esposizione è a cura di Ana Doldán de Cáceres, Direttrice Conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia.
Didascalia della foto sotto:
Esteban Vicente, Solitude, 1991, Óleo sobre lienzo / Olio su tela, 112,5 x 157,5 cm / 119 x 164,5 x 5 cm, Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente, Segovia.
Nel 1936, Esteban Vicente, contemporaneamente allo scoppio della Guerra Civile spagnola, decise di trasferirsi a vivere negli Stati Uniti, paese che non avrebbe più lasciato fino alla fine della sua vita.
Lì, nel corso di più di sessant'anni, fu in grado di tessere relazioni umane e professionali che gli permisero di far parte della corrente dell’Espressionismo Astratto Americano, frequentando i suoi principali rappresentanti ed essendo apprezzato dai critici e dai galleristi più importanti.
A questa rete di contatti si aggiunse il suo bagaglio di artista spagnolo; prima della partenza, era riuscito a visitare alcune delle capitali più importanti dell’arte in Europa, come Parigi e Londra, dove stabilì relazioni significative, riuscendo allo stesso tempo ad assimilare le più avanzate tendenze artistiche del suo tempo.
Grazie a tutto ciò le creazioni artistiche di Vicente costituiscono un'opera singolare e piena di interesse e qualità sia nell'ambito della produzione nordamericana sia dell'arte spagnola della seconda metà del XX secolo.
Luce e colore sono infatti elementi centrali dell'opera di Esteban Vicente fin dall'inizio della sua carriera. Le vivide forme astratte di Vicente sono al tempo stesso illimitate, prive di demarcazione basata sulla linea e, come lui stesso osserva, "austere".
Quest'ultimo tratto tradisce la profonda convinzione di Vicente secondo cui le scelte di tavolozza di un artista dovrebbero essere decise e dense.
Gli anni Ottanta segnano un ritorno alla natura come principale fonte di ispirazione; le forme organiche, ampie e diverse, conquistano la superficie del quadro sulla quale l'artista lavora con maggiore libertà, con una maggiore ricchezza e variazione nella tavolozza dei colori.
Durante gli anni Novanta, combina l'aerografo con lo stencil e i gesti del pennello. I colori sono più intensi e vari e da essi emana una luce ardente in un'atmosfera serena.
Dal 1996 abbandona l'aerografo e progressivamente sperimenta un leggero ritorno alla figurazione. Il pigmento si va diluendo fino a diventare quasi trasparente.
L’esposizione è a cura di Ana Doldán de Cáceres, Direttrice Conservatrice del Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia.
Didascalia della foto sotto:
Esteban Vicente, Solitude, 1991, Óleo sobre lienzo / Olio su tela, 112,5 x 157,5 cm / 119 x 164,5 x 5 cm, Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente, Segovia.
Regione: Lazio
Luogo: Instituto Cervantes di Roma, Sala Dalí, piazza Navona 91
Telefono: 06/6861871
Orari di apertura: 14-20 da martedì a venerdì; 12-20 sabato. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: Ingresso libero
Sito web: https://roma.cervantes.es/it/
Organizzatore: Instituto Cervantes di Roma, Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, con il supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation































