Mostra Enzo Brunori (1924 – 1993). In questo mare di indaffarati della pittura - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/04/2022 Aggiornato il 11/04/2022
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Roma (RM)
ATTENZIONE
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Regione: Lazio
Luogo: Ulisse Gallery, via Capo le Case 32
Telefono: 06/69380596
Orari di apertura: 11-19 da lunedì a venerdì. Sabato e domenica chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: http://ulissegallery.com/
Organizzatore: Associazione culturale “Enzo Brunori” e Ulisse Gallery
Note:
Una mostra antologica all’Ulisse Gallery di Roma celebra Enzo Brunori, maestro dell’“astratto-concreto”. Nel corso dell'inaugurazione viene presentato un volume che raccoglie il carteggio inedito tra l’artista perugino e il più maturo collega Renato Birolli.

Anno cruciale per l'artista Enzo Brunori fu il 1956, quando poco più che trentenne, trasferitosi nella capitale alla fine degli anni Quaranta dalla natia Perugia, per la prima volta è stato presente alla Biennale e alla Quadriennale, ma anche protagonista di mostre personali alla Medusa di Roma, al Milione di Milano e al Circolo della Cultura di Bologna.

Risiedendo a Villa Massimo, condividendo idee e speranze con altri protagonisti di quella ricca stagione artistica romana, basterà ricordare Mazzacurati, Guttuso, Rossi, Greco, Leoncillo e Mafai, Brunori svilupperà uno stile personale, passando da una fase post cubista a una di maggiore astrazione e libertà cromatica, sconfinando dalla stessa linea “astratto-concreta”, teorizzata dal critico e amico Lionello Venturi, entro la quale aveva esordito.

A quasi trent’anni dalla morte del pittore, scomparso nel maggio del 1993, e a oltre dieci dalla rassegna monografica curata da Enrico Crispolti al Vittoriano di Roma, l’Associazione culturale “Enzo Brunori” ripercorre le vicende e la poetica dell’artista nella mostra allestita presso l’Ulisse Gallery di Roma, patrocinata dalla Società Dante Alighieri.

L’antologica riunisce circa venti grandi opere, datate tra il 1948 e il 1991, e altre tre che portano la firma della compagna di Brunori, Vittoria Lippi, anche lei pittrice: dalle nature morte e dagli Alberi di Villa Massimo, ai soggetti “sciamanici” sperimentati dopo il suo viaggio in India, fino alle tarde “marine” concepite durante i periodi trascorsi al Villaggio dei Pescatori a Fregene, dove il colore si fa sempre più vibrante, sensoriale e materico.

Un itinerario che mira a restituire il complesso profilo di Brunori, artista e intellettuale impegnato, docente presso diversi Istituti e Accademie di Belle Arti, in ultimo quella di Roma, e per questo mentore e riferimento per le generazioni successive.

La mostra è a cura di Alessandro Masi.
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