Mostra Émilie Gleason, Nicoz Balboa, Alice Socal, Rikke Villadsen. Prendere posizione. Il corpo sulla pagina - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/12/2021 Aggiornato il 13/12/2021
Dal al
Bologna (BO)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Emilia Romagna
Luogo: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, via delle Donzelle 2
Telefono: 051/2962511
Orari di apertura: 10-18 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fondazionedelmonte.it
Organizzatore: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati, Danish Arts Foundation, Canicola, Oblomov Edizioni e MalEdizioni.
Note:
Nell’ambito della XV edizione di BilBOlbul - Festival Internazionale di Fumetto, la mostra collettiva è dedicata a quattro voci originali del fumetto contemporaneo: Émile Gleason, Nicoz Balboa, Rikke Villadsen e Alice Socal.

150 tavole guideranno il visitatore alla scoperta dei mutamenti del corpo, cercando di approfondire il modo in cui i personaggi dei fumetti vivono la propria fisicità.
Ogni storia a fumetti comincia con un corpo disegnato, anzi con più corpi. È caratteristica del linguaggio fumettistico ripetere le figure, modularle, moltiplicarle e mescolarle.

Gleason, Balboa, Villadsen e Socal hanno messo il corpo al centro della loro arte, riflettendo sulla sua rappresentazione attraverso stili, voci e generi letterari diversi, a partire dal comico con cui Émile Gleason affronta il tema della disabilità.
Rikke Villadsen usa la metafora per ribaltare le convenzioni narrative legate all’identità di genere, con corpi che cambiano senza sosta mettendo in discussione ogni certezza.
Nicoz Balboa utilizza la forma diaristica come strumento di ricerca del sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo e come lo trasformiamo attraverso il nostro sguardo.
Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni umane attraverso visioni di metamorfosi dei corpi e allucinazioni visive, dando forma concreta a ciò che non lo ha, la tristezza per la fine di una storia o la paura di crescere.

Le opere in mostra sono mescolate secondo una logica di echi, rimandi e contrasti in ognuna delle tre sale espositive della Fondazione.

La mostra è a cura dell’associazione Hamelin.
Émilie Gleason, Nicoz Balboa, Alice Socal, Rikke Villadsen. Prendere posizione. Il corpo sulla pagina
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