Mostra eden-eden. RENATO RIZZI - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 09/01/2023 Aggiornato il 09/01/2023
Dal al
Roma (RM)
Regione: Lazio
Luogo: Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77
Telefono: 06/6798848; 06/6798850
Orari di apertura: 10-17,30 dal martedì al sabato. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero con prenotazione scrivendo a prenotazioni@accademiasanluca.it. La prenotazione è effettuabile anche presso la portineria dell’Accademia il giorno stesso, fino ad esaurimento posti
Dove acquistare: 0 - ingresso libero con prenotazione scrivendo a prenotazioni@accademiasanluca.it
Sito web: www.accademiasanluca.it
Organizzatore: Accademia Nazionale di San Luca
Note:
In occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2017 per l’Architettura assegnato a Renato Rizzi (Rovereto, 1951), l’Accademia Nazionale di San Luca presenta la mostra nelle sale espositive del piano terra di Palazzo Carpegna.

In mostra 170 modelli di luoghi, relativi a trenta progetti, costruiscono un antro di figure in attesa. Che ci osservano. Ogni luogo è infatti il principale soggetto architettonico, dove geografia, teologia e mitologia sono un’unica cosa.

Nell’opera di Renato Rizzi non siamo noi a occupare il centro del mondo, piuttosto è il mondo a scrutare noi. Una reciprocità dello sguardo in cui i miti e la storia collassano le cronologie per dilatare il presente alle latitudini di tutti i tempi. In nome di una autentica con-temporaneità.

Il metodo di rappresentazione dei progetti è già di per sé una critica radicale al pensiero del nostro tempo. Una resistenza non solo verbale, ma tridimensionale. Dotata di corpo e peso. I modelli infatti non sono il punto di arrivo, ma il principale strumento operativo per prendere parte ai segreti insiti in ogni luogo. Per evocarli senza smascherarli. Attivano il processo di inversione dello sguardo per il quale non siamo più autori, ma attenti ricettori. In questo modo lo spazio astratto e omogeneo, paradigma mediatico del nostro tempo, si contrae in luoghi.

Nella sala centrale 150 modelli in gesso ricoprono completamente le tre pareti trasformando quello spazio in un geroglifico del mondo e del tempo. Analogamente a L’Antro delle Ninfe di Porfirio, dove le dee tessevano su enormi telai di pietra le vite degli uomini, qui il biancore del gesso tiene in sospensione la visio dimenticata dei luoghi. Sono gli occhi dei paesaggi e della storia che ci guardano e ci scrutano prima di diventare, essi stessi, progetto.

Nella sala di sinistra il progetto "Lampedusa: la Cattedrale di Solomon”. L’isola di Lampedusa – promontorio dell’Africa, luogo ideale per Denis Diderot (Encyclopédie) per la nascita di una nuova civiltà, palcoscenico maestoso per la Tempesta di Shakespeare – trasforma gli hot-spot del dramma migratorio in una cattedrale invisibile.
Totalmente scavata nella roccia, accoglie nel vuoto del suo pantheon segreto il fuggitivo, l’orfano, il rifiutato, per restituirgli la dignità della propria singolarità.

La sala di destra si divide tra il progetto realizzato e quello ideale: da una parte il teatro elisabettiano di Danzica anticipa e prepara con le sue ali alzate come le braccia degli operai di Solidarność; dall’altra il progetto dell’Aula Ideale per 365 studenti, da realizzare in due tempi sulla cupola del duomo di Firenze.
Prima sotto il Giudizio universale del Vasari. Poi sopra, sulla lanterna. Uno studente al giorno entrerà nella sfera dorata. Una luna speciale che impiegherà un anno intero per completare la sua rivoluzione attorno al cosmo del Brunelleschi.

La mostra è curata da Giorgia Antonioli e Susanna Pisciella.
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