Mostra Ecce Homo: l’incontro fra il divino e l’umano per una diversa antropologia - Tivoli

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 26/06/2021 Aggiornato il 26/06/2021
Dal al
Tivoli (RM)
ATTENZIONE
Le mostre possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è preferibile verificare direttamente con gli organizzatori o sul sito, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lazio
Luogo: Villa d'Este / Santuario di Ercole Vincitore, via degli Stabilimenti 5
Telefono: 0774/330329; 0774/382733 Info biglietteria Area Archeologica di Villa Adriana
Orari di apertura: 8,30-19,30 tutti i giorni
Costo: 10 euro; ridotto 5 euro. Info: villaexhibitions@beniculturali.it
Dove acquistare: www.coopculture.it
Sito web: http://www.villadestetivoli.info; www.levillae.com
Organizzatore: Centro Europeo per il Turismo e la Cultura di Roma
Note:
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este - Villae ospita la mostra che costituisce l’attesa editio maior dell’omonima anteprima, di cui rappresenta una versione espansa nei temi, nelle sedi e nel novero delle opere.

Ecce homo: sono le parole dette da Pilato nel Vangelo di Giovanni (XIX, 5) nel presentare alla folla Gesù, dopo averlo fatto flagellare e lasciato rivestire per dileggio con un manto rosso e una corona di spine. La scena, sommamente tragica, diviene una delle più rappresentate della passione, il cui racconto si snoda in mostra attraverso opere e prestiti illustri da prestigiose collezioni pubbliche e private.

L’esposizione intende infatti accostarsi al significato profondo e universale dell’incarnazione e della morte di Cristo, consentendo di intrecciare ad essa differenti percorsi antropologici e artistici, trasversali alle epoche e alle sensibilità culturali.
Al centro della mostra si pongono la fragilità e la ricerca di senso, quali condizioni profondamente connaturate all’essere umano e al rapporto con il divino.

Il noto ciclo statuario antico dei Niobidi, rinvenuti a Ciampino (Roma) e ora nelle collezioni dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, consente di esplorare il tema del dolore e del lutto, raccontando la strage dei figli di Niobe, uccisi per punire l’alterigia della madre.
L’innocenza delle vittime e il trauma della perdita sono il cuore di un racconto che ha attraversato i secoli giungendo ai nostri giorni e interpellando la coscienza e la sensibilità dei moderni.

All’opposto cronologico, Nicola Samorì (Forlì, 1977), rappresentato da Monitor, approfondisce i temi della vulnerabilità, della debolezza della carne, della rottura dell’integrità, lavorando su uno stratificato archivio iconografico, depositato per accumulo nella memoria collettiva e profondamente rielaborato dall’artista attraverso profonde intuizioni.

La mostra è curata da Andrea Bruciati direttore delle Villae.
Ecce Homo: l’incontro fra il divino e l’umano per una diversa antropologia
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