Mostra Disintegration-IO. Marco Sorgato - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 12/05/2021 Aggiornato il 12/05/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Scalo Lambrate, via Pietro Andrea Saccardo 12
Telefono: 02/49529690
Orari di apertura: 10,30-19 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.scalolambrate.com
Organizzatore: Associazione Formidabile
Note:
Lo Scalo Lambrate ospita a prima personale di Marco Sorgato (Padova, 1992) artista giovane ed eclettico che spazia dalla musica underground ai tatuaggi, fino ad arrivare all’arte con una serie di opere che approfondiscono il rapporto Uomo - Natura in questo particolare momento storico.

La mostra presenta una cinquantina di opere che si compongono di tre serie: De-Composizioni, Diario della Sopraffazione, Dead Chips. Al centro di tutte c’è una profonda ricerca antropologica che riflette sul tentativo di sopraffazione da parte dell’uomo nei confronti della natura.

La scrittura è il medium prescelto da Marco Sorgato per operare questa sopraffazione in piccola scala. Le piante, simbolo della Natura, sono invece l’apparente “parte lesa”. L’artista agisce su di esse scrivendo con una bomboletta spray, con un gesto veloce e invasivo che simboleggia la brutalità del gesto dell’uomo contemporaneo.

Secondo Sorgato la natura è un sistema complesso da cui l’uomo non può sentirsi estraneo e la sua reazione non può che annullare l’intervento umano facendolo rientrare nei suoi cicli vitali.
Per questo la scritta sulla pianta è destinata a scomparire: la chioma, crescendo, modifica il messaggio, poi lo distorce fino a renderlo irriconoscibile. Con il ricambio di foglie perde gli ultimi segni dell’intervento umano. Da una foglia persa nasce un germoglio e l’intervento dell’uomo viene dimenticato e decomposto.

Più l’uomo toglie alla natura, più toglie a sé stesso perché è parte in un equilibrio che non si può ignorare. L’uomo è fatto da una rete di infinite relazioni di cui può percepire solo la proiezione semplicistica dei suoi sensi. Si tratta di una lotta tra Finito contro Infinito impregnata di contraddittorietà, questa la riflessione di Sorgato.

L'esposizione è curata da Nicolas Ballario.
Disintegration-IO. Marco Sorgato
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