Mostra Di testa e di filo – Giovani xilografi per un linguaggio anti-contemporaneo - Cremona

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/05/2022 Aggiornato il 13/05/2022
Dal al
Cremona (CR)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Il Triangolo Galleria d’Arte, vicolo della Stella 14
Telefono: 348/7437721
Orari di apertura: 16,30-19,30 da giovedì a domenica
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.iltriangoloartgallery.com
Organizzatore: Il Triangolo Galleria d’Arte
Note:
La mostra presenta quindici giovani artisti, molto diversi tra loro per scelte iconografiche, tecnica e sentire, che in controtendenza con le mode attuali hanno deciso di dedicarsi alla xilografia.

L’esposizione è un vero e proprio manifesto programmatico di un’espressione artistica che oggi sembra quasi avere un linguaggio inopportuno, mentre è frutto di uno scavo profondo come il segno lasciato da sgorbia e bulino sulla tavoletta di legno.

Aurora Guazzaroni inventa linguaggi personali e suggestivi, come nel caso delle composizioni su legno di testa per La ballade des Pendus di Françoise Villon e per Quatrevingt-treize, l’ultimo romanzo scritto da Victor Hugo.

Sono suggestioni letterarie anche le fonti di Giulia Aloisi, che nasconde i propri demoni nelle zone buie di Tenebris litaniis terrae e di Convivio, incisione, quest’ultima, dedicata al racconto di Poe La maschera della Morte Rossa.

Un’apertura surreale scaturisce dai bianchi e neri di Iacob François Gabriel; Jacopo Pannocchia traduce sul legno di filo le sue visioni notturne fatte di impreviste e travolgenti spirali di segni, Alessandro Cavallone intaglia con un segno composto che riecheggia la grafica dei primi anni del Novecento.

Valentina Formisano, nella grande xilografia Mattatoio e nelle più piccole Achtung e Teschio, guarda la morte attraverso la sua forma più scandalosa, mentre Salvatore Ramaglia in James Joyce predilige una morbida sequenza di passaggi tonali, ottenuti con trattamento superficiale a fine tratteggio della matrice.

Icarus e Ade di Leonardo Fabretti riverberano inquietanti dalla tenebra; i neri profondi si stemperano talvolta in un tratteggio irregolare ed espressionista nelle due tavole di Lisa Maria Ciccalé dedicate alla falconeria e ai rapaci.

Tratti minuti e filamenti luminosi, come nella straordinaria Liturgia, ipnotizzano lo spettatore davanti alle xilografie di Luna-Hoei Cini, mentre l’investigazione di Allegra Donati si spinge sotto la superficie, con un Autoritratto e con Visione.

Cercano il mondo reale e le sue contraddizioni le figure incise da Marta Alvear
Calderon per Postribolo II e Autoritratto tra i bambù; le composizioni di Sabrina Spreafico Totem e Yang diventano contorsioni di linee in un gioco di contrasti tra decorazione e aberrazioni ottiche.

Si inserisce invece nella memoria della xilografia policroma di grande formato Marianna Guerra con i Marabù e il Pavone; ancora a colori, ma pervasi da una spensierata leggerezza, i fondali marini di Diana Blu.

La mostra è a cura di Edoardo Fontana.
Di testa e di filo – Giovani xilografi per un linguaggio anti-contemporaneo
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