Mostra Di quadro in quadro. L’arte della citazione - Rovereto

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Rovereto (Trento)
La mostra esplora il fitto e affascinante reticolo di rimandi, citazioni e riscritture che attraversa la storia dell’arte moderna e contemporanea.
Si addentra nel cuore concettuale dell’opera d’arte come spazio mentale, nel quale lo sguardo dello spettatore diventa il vero attivatore del senso.
Con questo progetto culturale, il Mart invita il suo pubblico a riflettere sui meccanismi della percezione e della familiarità visiva, attirandolo in un gioco di specchi che richiede attenzione, coinvolgimento, complicità; alla ricerca di connessioni e collegamenti, alcuni lampanti, espliciti, altri sottesi, sussurrati.
Concepita con un andamento graduale, all’inizio più rarefatta e concettuale, poi via via più colorata, densa e pop, la mostra si articola in 8 sezioni:
Vis à vis, La copia, Quadri nei quadri, Grafie, D’après, Il caso Morandi, Cover (la sezione più ampia che traghetta verso la contemporaneità) e Avida Dollars.
Attraverso 150 opere e quasi 80 artisti, il percorso si sviluppa attorno all’idea che la storia dell’arte possa essere letta come una suggestiva e continua sequenza di cover: Forme e temi del passato attraversano il tempo e si rinnovano continuamente.
Dal dialogo serrato tra i maestri del primo Novecento e l’antico, evidente nella copia da Raffaello di Giorgio de Chirico o quella da Correggio di Virgilio Guidi, fino al dispositivo del “quadro nel quadro”, la mostra documenta come l’atelier dell’artista sia sempre stato un luogo di riflessione e tributo verso i grandi modelli di riferimento.
Pittori come Felice Casorati, Filippo de Pisis e Renato Guttuso inseriscono espliciti richiami ai capolavori del passato o alle loro stesse opere, trasformando la superficie pittorica in una complessa stratificazione di memorie visive.
Con l’avvento della fotografia prima e della cultura pop poi, il concetto di riproducibilità tecnica analizzato da Walter Benjamin si amplifica, scardinando l’idea tradizionale di unicità dell’opera.
La mostra mette in luce questo passaggio cruciale attraverso i lavori di autori contemporanei come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Francesco Vezzoli, la cui ricerca si fonda sull’appropriazione e sul gioco ironico dell’identificazione con il maestro del passato.
L’esposizione tocca infine la contemporaneità e i linguaggi dei mass media, nei quali immagini intramontabili come la Monna Lisa o le Veneri si fondono con i miti del cinema, o ancora vengono inglobate nei meccanismi di consumo e produzione di massa, secondo una linea che va dalla rivoluzione pop di Andy Warhol alle provocazioni concettuali di Piero Manzoni.
La mostra è a cura di Daniela Ferrari.
Si addentra nel cuore concettuale dell’opera d’arte come spazio mentale, nel quale lo sguardo dello spettatore diventa il vero attivatore del senso.
Con questo progetto culturale, il Mart invita il suo pubblico a riflettere sui meccanismi della percezione e della familiarità visiva, attirandolo in un gioco di specchi che richiede attenzione, coinvolgimento, complicità; alla ricerca di connessioni e collegamenti, alcuni lampanti, espliciti, altri sottesi, sussurrati.
Concepita con un andamento graduale, all’inizio più rarefatta e concettuale, poi via via più colorata, densa e pop, la mostra si articola in 8 sezioni:
Vis à vis, La copia, Quadri nei quadri, Grafie, D’après, Il caso Morandi, Cover (la sezione più ampia che traghetta verso la contemporaneità) e Avida Dollars.
Attraverso 150 opere e quasi 80 artisti, il percorso si sviluppa attorno all’idea che la storia dell’arte possa essere letta come una suggestiva e continua sequenza di cover: Forme e temi del passato attraversano il tempo e si rinnovano continuamente.
Dal dialogo serrato tra i maestri del primo Novecento e l’antico, evidente nella copia da Raffaello di Giorgio de Chirico o quella da Correggio di Virgilio Guidi, fino al dispositivo del “quadro nel quadro”, la mostra documenta come l’atelier dell’artista sia sempre stato un luogo di riflessione e tributo verso i grandi modelli di riferimento.
Pittori come Felice Casorati, Filippo de Pisis e Renato Guttuso inseriscono espliciti richiami ai capolavori del passato o alle loro stesse opere, trasformando la superficie pittorica in una complessa stratificazione di memorie visive.
Con l’avvento della fotografia prima e della cultura pop poi, il concetto di riproducibilità tecnica analizzato da Walter Benjamin si amplifica, scardinando l’idea tradizionale di unicità dell’opera.
La mostra mette in luce questo passaggio cruciale attraverso i lavori di autori contemporanei come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Francesco Vezzoli, la cui ricerca si fonda sull’appropriazione e sul gioco ironico dell’identificazione con il maestro del passato.
L’esposizione tocca infine la contemporaneità e i linguaggi dei mass media, nei quali immagini intramontabili come la Monna Lisa o le Veneri si fondono con i miti del cinema, o ancora vengono inglobate nei meccanismi di consumo e produzione di massa, secondo una linea che va dalla rivoluzione pop di Andy Warhol alle provocazioni concettuali di Piero Manzoni.
La mostra è a cura di Daniela Ferrari.
Regione: Trentino Alto Adige
Luogo: Mart Rovereto, corso Bettini 43
Telefono: 0465/670820
Orari di apertura: 10-18 martedì, mercoledì, giovedì e domenica; 10-19,30 venerdì e sabato. Lunedì chiuso
Costo: 15 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.biglietti.mioticket.it
Sito web: www.mart.tn.it
Organizzatore: Mart di Rovereto


































