Mostra Déjà Vu. Gianlorenzo Gasperini, Vera Rossi - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 06/03/2022 Aggiornato il 06/03/2022
Dal al
Roma (RM)
ATTENZIONE
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Regione: Lazio
Luogo: Von Buren Contemporary, via Giulia 13
Telefono: 335/1633518
Orari di apertura: 11-13,30; 15,30-19,30. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.vonburencontemporary.com
Organizzatore: Von Buren Contemporary
Note:
Von Buren Contemporary ospita la mostra dedicata a Gianlorenzo Gasperini e Vera Rossi.

Il déjà vu è un meccanismo mentale per cui abbiamo la sensazione di vivere frazioni di secondo già vissute in precedenza, piccoli cortocircuiti cerebrali che minano le nostre certezze percettive, dandoci l'impressione illusoria di momenti che si ripetono come in un loop temporale e ci lasciano perplessi.

Le fotografie di Vera Rossi (Milano, 1968) sono una serie di scatti ambientati in una vecchia casa abitata da generazioni che si sono susseguite nel tempo. Quadri e oggetti si riflettono su specchi crettati, in immagini cariche di sovrapposizioni temporali come il contesto in cui sono ambientate.
La condizione percettiva che innescano è simile a quella del déjà vu per l'atmosfera rarefatta di cui sono pervase che trasmette un senso di familiarità e di vissuto e per la loro stessa struttura formale: immagini moltiplicate in un gioco di specchi che frammenta lo spazio visivo, lasciandoci interdetti e spaesati.

Le sculture in legno di Gianlorenzo Gasperini (Civitavecchia, 1967) presentano invece forme e soggetti tipici della tradizione scultorea che rimandano ad altre forme: l'opera Falso movimento evoca nella posizione L'Appennino di Giambologna o il Centometrista di Arturo Martini; il Busto di donna ha un'impostazione che rimanda ai busti quattrocenteschi nella rilettura che ne hanno dato molti scultori nel corso del Novecento; mentre L'obelisco richiama in maniera evidente i reperti archeologici romani, e in questo senso sono forme che percepiamo come qualcosa di ''già visto''.

Ma la loro presenza si presta anche a una lettura inversa e paradossale: proprio per la loro assonanza con forme antiche acquistano un carattere di estraneità dal flusso temporale che le circonda, ed è come se guardando noi che le guardiamo dicessero: Déjà vu!

La mostra è curata da Michele von Büren.

Dida: Vera Rossi, Out of Time 1, 2022, 96x90 cm
Déjà Vu. Gianlorenzo Gasperini, Vera Rossi
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