Mostra Dante e Napoleone. Miti fondativi nella cultura bresciana del primo Ottocento - Brescia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/05/2021 Aggiornato il 11/05/2021
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Brescia (BS)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: Palazzo Tosio - Ateneo di Brescia, via Tosio 12
Telefono: 030/2400357
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria www.ateneo.brescia.it
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.ateneo.brescia.it; www.bresciamusei.com
Organizzatore: Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti con Fondazione Brescia Musei
Note:
Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti con Fondazione Brescia Musei celebrano due miti a 700 anni dalla morte di Dante e, al contempo, a 200 anni da quella di Napoleone con un progetto che mette in evidenza valori, ideali e sentimenti che si addensarono intorno ai due personaggi.
Un progetto che descrive un’epoca, i suoi protagonisti, il collezionismo, le tendenze, all’insegna di un comune denominatore: l’Europa.

In mostra più di 80 opere tra dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie provenienti da collezioni pubbliche e private, in dialogo con il percorso permanente della casa-museo di Paolo Tosio.

Il culto per queste due figure e per gli ideali che esse incarnano trova diverse testimonianze nelle collezioni italiane ed europee che si costituirono
in particolare nell’Ottocento; in questo caso a Brescia, grazie a Paolo Tosio (1775 – 1842). Il nobiluomo raccolse nel suo palazzo, progettato da Rodolfo Vantini (prima sede della Pinacoteca cittadina a lui co-titolata, trasferita dal 1904 a Palazzo Martinengo e ora sede dell’Ateneo) un’importante collezione d'arte con capolavori di Raffaello, Lotto e Moretto, pittura fiamminga e nord europea, oltre a commissionare opere neoclassiche e romantiche, così come alcune decorazioni parietali, intorno al mito di Dante e Napoleone.

Tra le opere in esposizione: il Ritratto di Napoleone dipinto da Andrea Appiani (1754-1817), riscoperto ora come prezioso originale grazie al recente restauro, i Fasti, ideati dallo stesso artista, per Palazzo Reale di Milano, lo straordinario Ganimede di Bertel Thorvaldsen (1770-1844); le miniature commissionate dalla famiglia imperiale a Giambattista Gigola (1767-1841), oltre al disegno di Luigi Basiletti (1780-1859), piccolo capolavoro romantico, databile al 1821 e molto probabilmente eseguito poco dopo il fatidico 5 maggio.

La mostra è a cura di Roberta D’Adda e Sergio Onger.
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