Mostra Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese - Bologna

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 27/05/2021 Aggiornato il 27/05/2021
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Bologna (BO)
ATTENZIONE
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Regione: Emilia Romagna
Luogo: Museo Civico Medievale, via Manzoni 4
Telefono: 051/2193916; 051/2193930
Orari di apertura: 10-14 martedì e giovedì; 14-19 mercoledì e venerdì; 10-19 sabato e domenica
Costo: 6 euro; ridotto 3 euro. Informazioni per una visita in sicurezza: www.museibologna.it/arteantica/documenti/102119
Dove acquistare: www.midaticket.it/eventi/musei-civici-di-bologna
Sito web: www.museibologna.it; www.museibologna.it/arteantica
Organizzatore: Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d'Arte Antica
Note:
Il Museo Civico Medievale di Bologna aderisce alle celebrazioni per il Settimo Centenario della morte di Dante Alighieri con questo progetto espositivo.
La mostra presenta 14 codici miniati riconducibili alla produzione miniatoria bolognese tra seconda metà del XIII e inizi del XIV secolo, selezionati dal patrimonio collezionistico di grande pregio del Museo Civico Medievale di Bologna.

Richiamandosi al rapporto intenso e fecondo che Dante Alighieri ebbe in vita con la città di Bologna, le ragioni della mostra muovono dallo sguardo curioso e dalla attenta sensibilità critica che egli dovette rivolgere verso le arti figurative, di cui dimostrò di essere a conoscenza nei più importanti sviluppi al suo tempo.

Dante soggiornò a Bologna in più occasioni: una prima volta probabilmente intorno al 1286-87, quando forse frequentò, come “studente fuori corso”, l'Università. Più prolungato dovette essere invece il secondo soggiorno, che vide il poeta trattenersi in città per almeno due anni, dal 1304 al 1306.
Dopo avere lasciato Verona, e poi Arezzo, Dante ricercava ora nella scrittura e nello studio il motivo del suo riscatto che l'avrebbe risollevato dall'ignominia dell'esilio, iniziato nel 1302. Ed è probabile che in queste circostanze avesse scelto proprio Bologna come possibile nuova meta, atta a garantirgli le necessarie risorse per vivere e anche per studiare e scrivere.

Una presenza che dovette consentirgli di entrare in contatto con alcuni di quei luoghi deputati alla produzione e alla vendita dei libri, dove probabilmente aveva avuto notizia dello stesso miniatore Oderisi da Gubbio di cui racconta l'incontro, tra i superbi, nell'XI canto del Purgatorio.

Ed è in particolare in questo canto, spesso oggetto di riflessioni da parte degli storici dell'arte, a lasciar trapelare l'interesse del poeta per le discipline pittoriche e per l'arte della decorazione miniata del libro.

Le terzine lasciano infatti intuire i rapporti del poeta con il mondo della produzione libraria ai più alti livelli, che non doveva limitarsi alla conoscenza personale dell'eugubino, come testimoniato dal riferimento all'enluminure parigina e all'altro miniatore Franco Bolognese, dimostrando come il sapere artistico di Dante fosse aggiornato, e non limitato solo alle figure più note di Cimabue e Giotto, ma anche edotto su un'arte più esclusiva ed elitaria come quella del minio.
Oderisi da Gubbio risulta in effetti documentato a Bologna tra gli anni sessanta e settanta del Duecento.

I riflessi di questo stile aulico si possono cogliere in buona parte dei codici miniati a Bologna tra la fine del Duecento e i primissimi anni del Trecento (graduale, ms.521; antifonario, ms.529, antifonario ms.532, matricola dei Merciai del 1303, ms.629) dove tuttavia appare crescente anche l'adesione a un ritmo narrativo di stampo ormai gotico che in taluni casi sembra già presupporre la conoscenza di certi modelli giotteschi.

La mostra è curata da Massimo Medica.

Didascalia:
Maestro della Bibbia di Gerona, (Bologna ultimo quarto del XIII secolo)
Graduale
Ms. 526, Provenienza San Francesco
Bologna, Museo Civico Medievale


Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese
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