Mostra Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico - Agrigento

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/12/2019 Aggiornato il 17/12/2019
Dal al
Agrigento (AG)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Sicilia
Luogo: Parco della Valle dei Templi, via Panoramica Valle dei Templi
Telefono: 0922/1839996
Orari di apertura: 8,30-20
Costo: 2€ + biglietto ordinario; libero la prima domenica del mese
Dove acquistare: https://www.parcovalledeitempli.it
Sito web: https://www.parcovalledeitempli.it
Organizzatore: MondoMostre
Note:
Una mostra dal grande valore scientifico e didattico: il percorso espositivo racconta le tecniche e i processi che furono compiuti anticamente per erigere i templi della Valle, attraverso la ricostruzione in scala 1:1 di un vero e proprio cantiere di costruzioni.

Lungo la via sacra della Valle dei Templi sono state infatti ricostruite, a grandezza naturale, alcune “macchine” tra cui una gru (alta 12 metri, riprodotta in scala reale), carri e slitte per il trasporto del materiale lapideo; modelli di templi, strumenti di misura come il corobate (strumento romano usato per misurare la pendenza del terreno) o la groma (a piombo, serviva per tracciare sul territorio i frazionamenti, le zone, le strade).

A tutti coloro che sono affascinati dal mondo antico la mostra offre moltissimo: ricostruisce i cantieri allestiti per edificare i grandi templi dorici (che possiamo ammirare ancor oggi nella Valle dei Templi di Agrigento); mostra la grandezza delle macchine impiegate per spostare enormi blocchi di pietra; documenta il numero di operai coinvolti e i tempi impiegati per portare a termine un tempio; ripercorre le descrizioni delle fonti antiche a partire, ad esempio, da quelle di Diodoro Siculo per il complesso dell'Olympeion; rivive l’arte del costruire dell’antica Akragas, la “più bella città dei mortali” di pindarica memoria, i cui abitanti secondo le parole riferite a Empedocle “costruivano come se dovessero vivere in eterno e banchettavano come se dovessero morire all’indomani”.

Dal MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) sono giunti, e sono esposti nell’auditorium Lizzi del Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento, cinque compassi originali di epoca romana, a testimonianza di una continuità dell’utilizzo di macchine e strumenti nel mondo classico.

Il progetto espositivo, che ha potuto contare su un comitato scientifico di grande valore, è a cura dall’architetto Alessandro Carlino, storico dell’architettura che da anni studia i templi dorici siciliani, e nasce da un'idea dell'ex direttore del Parco della Valle dei Templi, Giuseppe Parello.

La mostra è prodotta e organizzata da MondoMostre in collaborazione con il Polo Culturale di Agrigento e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana.
Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico
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