Mostra Collettivo donnArgilla. Terra vita Dimora - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 22/04/2021 Aggiornato il 22/04/2021
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Roma (RM)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Lazio
Luogo: Sala espositiva Il Laboratorio, via del Moro 49
Telefono: 366/4751208
Orari di apertura: 16-20; sabato 1° e domenica 2 maggio 10-20
Costo: Ingresso libero su prenotazione tel. 366/4751208 oppure mail a claudiadimario80@gmail.com, specificando data e fascia oraria di interesse
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: http://donnargilla.wixsite.com/donnargilla; www.facebook.com/donnArgilla/
Organizzatore: Collettivo donnArgilla
Note:
Il collettivo donnArgilla presenta la mostra con le opere di Maria Flora Clementelli, Claudia Di Mario, Francesca Fenu, Marina Gigli, Emanuela Mastria, Angela Nencioni, Gaia Pagani, Elena Tonellotto, Francesca Trubbianelli.

donnArgilla è un collettivo di ceramiste che nasce nell'estate del 2015, con lo scopo di raccontare la passione per il "fare ceramica", il proprio legame con la materia argilla e con un mestiere antico.

Flora Clementelli con i suoi mondi ci narra della condivisione del dolore, del sopruso indicibile dei poteri, della violenza taciuta perché troppo grande.
Claudia Di Mario mette a dimora la sua crescita e decide di darle una forma, e così facendo la rende visibile e disponibile al mondo, insomma ce la dona.
Francesca Fenu riflette nelle sue opere sull’obbligo della maternità. Due donne, una un automa, l’altra una creatura triste.
Marina Gigli mette le mani dove la Natura è preponderante, dove sembra che si possa ascoltare il suo suono che interagisce col brusio che fanno i nostri pensieri.
Emanuela Mastria scrive di dimore su fogli di porcellana. Scrive di città/foreste nella sottigliezza delle sue pergamene, che poi sono case.

Angela Nencioni segue una frase di Gandhi per le sue opere: La Terra ha abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di pochi. Nell’avidità risiede l’assenza di rispetto e di cura che sono al centro delle due opere.
Gaia Pagani lavora sull’essenzialità di linee e di concetti. Essenzialità che è fulgore del naturale, limpidità dell’atmosfera, purezza del linguaggio, del pensiero.
Elena Tonellotto conversa con Pessoa, ma sapere che tutti saremo interrotti prima di finire, finire i progetti, finire le speranze, finire ciò che abbiamo cominciato a fare, non riversa sul suo lavoro tristezza e soprattutto immobilità.
Francesca Trubbianelli mostra un’umanità lontanissima come vista da un binocolo mal funzionante. Un cammino di creature che abitano un altro mondo così distante che sembrano non entrare nel nostro campo visivo se non quando ci si vuole appropriare di diritti che non vediamo aver loro già sottratto e che esibiamo come trofei.

La mostra è curata da Michela Becchis.
Collettivo donnArgilla. Terra vita Dimora
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